Vizi e Capricci nei bambini: “come comprenderli, come affrontarli”

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Vizi e Capricci nei bambini: “come comprenderli, come affrontarli”

Comportamenti di sfida, capricci, pianti, mettono a dura prova un genitore che spesso si chiede, se faccio così sbaglio? lo vizio Sono troppo severo con lui? Spesso queste sono le domande di un genitore che si trova nell’affrontare le normali difficoltà nel crescere il proprio bambino.

Parlerò di questo tema tanto dibattuto analizzando innanzitutto le tappe evolutive del bambino da 0 a 3 anni e i diversi tipi di segnali che il bambino ci manda già dai primi giorni di vita.

DALLA NASCITA AI PRIMI SEI MESI DI VITA

Il neonato fin dai primi giorni di vita è impegnato a trovare un equilibrio fra i proprio bisogni e le richieste che provengono dall’ambiente, impara a piangere per far conoscere i suoi bisogni e a piangere in modo diverso a seconda del tipo di bisogno che ha in un particolare momento. Con l’accudimento e la risposta del genitore il neonato imparerà piano piano ad autoregolarsi. Ci sono bambini che imparano rapidamente a calmarsi da soli mettendosi ad esempio il pollice in bocca, mentre altri potrebbero avere bisogno di sentire la voce della mamma o di essere presi in braccio. Ogni bambino impara ad abbinare i propri sistemi di autoconsolazione in base a quello che il genitore gli offre.

UN BAMBINO DI POCHI MESI SI PUO’ VIZIARE?

Molti genitori che ho incontrato nel mio lavoro avevano paura di poter viziare il proprio bambino prendendolo spesso in braccio quando ha pochi mesi o attaccandolo spesso al seno, oppure tenendolo vicino al letto durante la notte. Ma durante i primi mesi di vita del bambino possiamo parlare solo di bisogni, il neonato durante il periodo dell’ Esogestazione dai 0 ai 9 mesi di vita impara pian piano ad adattarsi al mondo e Ogni cucciolo d’uomo che viene al mondo ha principalmente bisogno di contatto. Egli ha bisogno di essere toccato, sostenuto, massaggiato e cullato.

DAI SETTE AGLI OTTO MESI INIZIAMO A DARGLI DEI LIMITI

In questa fase il bambino comincia a muoversi a carponi e inizia a scoprire il mondo incuriosito dal nuovo territorio da esplorare. Impariamo ad adeguare degli spazi idonei a lui in cui si può muovere in tutta sicurezza ed esplorare l’ambiente che lo circonda. Il bambino sviluppa anche una importante competenza motoria: indicare con il dito ciò che vuole Per i genitori è una importante conquista poiché riescono a capire ciò che il figlio desidera ma verrà il momento in cui dovranno farsi forza e dire: “non posso dartelo” La disciplina vuol dire anche aiutare il bambino ad affrontare e superare la frustrazione.

Verso il primo anno di vita il bambino impara a comprendere le emozioni espresse dai genitori. In questa fase di sviluppo il bambino si gira verso il genitore per cercare sul suo volto informazioni che ora è in grado di decifrare e che può riguardare qualsiasi evento o anche il proprio comportamento. Il bambino investe tantissime energie per imparare a decifrare il tono della voce del genitore, il linguaggio l’espressione facciale e i gesti. Se i genitori acquisiscono questa consapevolezza potrebbero capire che la disubbidienza del bambino è il suo modo di imparare per tentativi ed errori, non un attacco intenzionale ai genitori. Quindi in questa prima fase di vita del bambino la cosa più importante che un genitore deve fare è comunicare messaggi chiari e coerenti, nelle stesse situazioni la reazione deve essere sempre la stessa. Riporto un esempio per fare in modo che sia più semplice capire. Se ad esempio il bambino protende la mano verso la manopola dello stereo per alzare il volume o per toccare i tasti il: “no non toccarlo” deve essere deciso con una espressione intonata al messaggio. Se invece il: “no non toccarlo” viene detto con una espressione sorridente sul volto mette in confusione il bambino che con più facilità ripeterà il gesto.

COME AFFRONTARE LE PRIME CRISI DI COLLERA

Verso i 14 mesi i bambini iniziano ad avere le prime crisi di collera, e capita al genitore la situazione in cui il proprio figlio si getta sul pavimento e si mette a strillare, ancora non è capace di controllarsi da solo e il genitore può suggerire dei modi al bambino per aiutare a calmarlo es. dargli il suo giocattolo preferito, oppure tenendolo in braccio l’ importante è che il genitore sia calmo così che il bambino impara ad imitare il suo comportamento.

Quando il bambino si è calmato l’importante è fargli notare tutte le cose che ha fatto per calmarsi così il bambino si sentirà rassicurato e piano piano capirà che è lui ad avere il controllo su di se.

 IL SECONDO ANNO DI VITA

In questa fase di sviluppo il bambino acquisisce due importanti competenze:

1)“il controllo degli impulsi”

2) “comprendere le proprie emozioni e quelle degli altri” Per un bambino di questa età il mondo ha senso solo se lo si può toccare o assaggiare, è pieno di entusiasmo per tutto ciò che può scoprire.

Il mondo che lo circonda è tuttavia pieno di cose fragili, pericolose, o di cose che fanno salire l’ansia ai genitori. Ma solo attraverso l’esplorazione, il bambino comincia a imparare a conoscerlo. Quindi come può comportarsi un genitore alle prese con un bimbo che incomincia ad essere incuriosito da tutto ciò che lo circonda? Uno dei modi potrebbe essere quello di stargli a fianco, e accompagnarlo per mano. A questa età la disciplina significa insegnarli gradualmente l’autocontrollo, e l’autocontrollo ha i suoi tempi nell’essere appreso, le stesse situazioni si ripeteranno innumerevoli volte prima che il bambino impari l’autocontrollo. Anche la competenza di comprendere le proprie emozioni e quelle degli altri si acquisisce gradualmente. Fin dalla nascita il piccolo studia il volto delle persone che lo accudiscono, studia le loro voci e sperimenta le proprie sensazioni corporee. A sei mesi un bimbo è in grado di riconoscere sette emozioni sul volto del genitore, mentre a nove mesi è capace di decifrare le espressioni facciali. Man mano che cresce il bambino si trova ad affrontare sentimenti sempre più intensi e si sforza di capire cosa accade dentro di lui e a imparare a dare un nome a queste emozioni. Proprio in questa fase di crescita che avviene intorno ai due tre anni, il bambino ha bisogno della disciplina dei genitori per essere aiutato a tenere a bada le intense emozioni che prova. Il bambino prenderà esempio dal modo in cui i genitori si calmano e agiscono in determinate situazioni e avrà bisogno dell’aiuto dei genitori per imparare a conoscere e a vivere i propri sentimenti senza perdere il controllo.

Dr.ssa Chiara Gaspari

 Psicologa Perinatale, Psicoterapeuta,

dssa.chiaragaspari@gmail.com

3471489028

www.chiaragaspari.wordpress.com

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