Una nuova emergenza sociale: il cyberbullismo

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Una nuova emergenza sociale: il cyberbullismo

Una nuova emergenza sociale: il cyberbullismo

A chi non è capitato di essere preso in giro, nell’arco della propria vita, per il proprio aspetto fisico, per il proprio accento, per questioni scolastiche o lavorative? Credo che, a chi più, a chi meno, sia comunque capitato a tutti di trovarsi in una situazione simile. Con l’era della globalizzazione e, di conseguenza, alla rapida digitalizzazione del globo, si è avviato un processo di bullismo che passa anche attraverso la rete: il cyberbullismo.

Esso rappresenta una vera e propria emergenza di tipo sociale, dato anche che, recentemente, le manifestazioni usuali di bullismo trovano terreno fertile, per la maggior parte, attraverso il web. Si tratta di un comportamento che pare riguardare, maggiormente, adolescenti e giovani adulti.

Una nuova emergenza sociale: il cyberbullismo

Fonte: Dati Istat 2019

“Da una ricerca europea svolta nell’ambito dell’“Europe Anti-Bullying Project”, su un campione di ragazzi provenienti da 6 Paesi EU, e svolta in Italia da Telefono Azzurro – su un campione rappresentativo a livello nazionale, composto da studenti di diverse scuole secondarie di I e II grado – è risultato che il 15,9% dei ragazzi italiani è vittima di bullismo, online o offline. Nell’ultima indagine condotta da Telefono Azzurro e Doxa kids su un campione di 600 12-18enni italiani quasi 1 ragazzo su 10 (8%) di quelli intervistati ha dichiarato di aver diffuso informazioni/video che umiliano qualcuno. Più di 1 ragazzo su 6 (21%) ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo e più di 1 su 10 (12%) individua in Internet il contesto in cui sono avvenute queste violenze con maggiore frequenza” (Francesca Favotto; 2019).

Cos’è dunque il cyberbullismo?

Fa parte di un fenomeno più ampio, ovvero il bullismo e non è altro che un comportamento di imposizione di potere e prepotenza nei confronti di un altro individuo che passa attraverso l’uso di Internet degli strumenti digitali. Si manifestano soprattutto tra gruppi di pari, come comportamenti prolungati nel tempo e pressanti e molesti che finiscono per creare una situazione insostenibile nella vittima di cyberbullismo.

Come possiamo contrastarla (giuridicamente parlando)?

Nel maggio del 2017 è stata approvata la legge 71/2017 che si pronuncia a favore e a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, riguardando i più diversi comportamenti che possono essere rientrare all’interno del cyberbullismo stesso; quali: diffamazione, molestia, violazioni personali e di privacy, denigrazione e molti altri.

Una nuova emergenza sociale: il cyberbullismo

Cosa caratterizza il cyberbullismo?

Ricordiamoci che la dimensione del web si gioca tra due spazi importanti: tempo e spazio che sono nel contempo invisibili e visibili.

Due dimensioni che sono, dunque, da una parte invisibili agli adulti di rifermento (genitori, insegnanti) che potrebbero, invece, intervenire tempestivamente per risolvere e sanare la situazione, ma, contemporaneamente, molto visibili a tutti coloro che sono presenti nel mondo del web, spesso si tratta del gruppo dei pari, poiché una notizia digitalizzata può raggiungere migliaia e migliaia di persone con un solo click: una sorta di villaggio globale, così come spiegò già McLuhan nel lontano (ma non troppo) 1964, parlando di una facilitazione ed accelerazione delle comunicazioni umane.Una nuova emergenza sociale: il cyberbullismo

Cyberbullismo: alcuni dati italiani

Fonte: dati Istat del 2019

  • il 22% delle vittime di bullismo è stato colpito da cyberbullismo
  • età maggiormente colpite: 11 e i 17 anni e aumento di questo fenomeno tra i preadolescenti tra gli 11 e 13 anni
  • Per sesso: maggiori vittime tra le ragazze rispetto ai ragazzi

Chi è, invece, il cyberbullo?

È spesso un individuo conosciuta dalla sua vittima, che può agire da solo o in gruppo (spesso supportato da un gruppo di pari). Compie i suoi atti nell’anonimato che il web gli consente e, caratterialmente, si presenta con atteggiamenti e comportamenti aggressivi e di predominanza nei confronti dei pari (talvolta anche verso gli adulti), mostra un’immatura capacità relazionale e affettiva e una scarsa capacità di gestione delle proprie emozioni. Il suo comportamento è spesso motivato da desiderabilità e approvazione sociale, noia e divertimento, senso di potere, ma anche da frustrazioni e vissuti negativi che hanno caratterizzato il suo vissuto famigliare o sociale.

Quali conseguenze può portare il cyberbullismo?

Una nuova emergenza sociale: il cyberbullismo

Esso va ad attaccare il senso di benessere sociale, emotivo e relazionale della vittima; portando, talvolta, ad un calo delle attività di concentrazione e attività mnestiche, tendenza all’isolamento e all’agorafobia ed allo sviluppo di stati ansiosi e depressivi, più o meno gravi, che possono anche sfociare in episodi suicidari.

Fisicamente possono manifestarsi malesseri e somatizzazioni riconducibili a forti stress e ansia diffusa.

Pedagogista Catellani Grazia

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