Sviluppo psicomotorio nel primo anno di vita

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Sviluppo psicomotorio nel primo anno di vita

Lo sviluppo psicomotorio è un intreccio continuo tra sviluppo:

  • Sensoriale;
  • Motorio;
  • Cognitivo;
  • Relazionale;
  • Comunicativo;
  • Emotivo;
  • Sociale.

Tutte queste competenze ed abilità consentono al bambino di adattarsi, inserirsi e partecipare all’ambiente in cui vive.

Lo sviluppo psicomotorio caratterizza, nello specifico, il periodo 0-3 anni in cui vi sono numerose competenze emergenti e si verifica il maggior numero di acquisizioni.

Quando si parla di “ritardo psicomotorio”?

Nella fascia 0-3 anni, quando si evidenzia un rallentamento globale dello sviluppo delle varie componenti sopracitate; per poter porre diagnosi è necessario, tuttavia, conoscere il bambino e il suo sviluppo.

Di seguito ripercorriamo nel dettaglio lo sviluppo nel primo anno di vita:

Sviluppo psicomotorio nel primo anno di vita

0-3 mesi

In questo primo trimestre di vita il neonato ha come compito evolutivo quello di raggiungere l’omeostasi, ovvero l’adattamento alla vita extra-uterina e la stabilità motoria e neurovegetativa (respirazione, circolazione, attività viscerale, termoregolazione). Le esperienze sensoriali e relazionali che il bambino compie in questa fase derivano dal contatto fisico con il genitore, dal momento del bagnetto, dallo scambio di vocalizzi con il care-giver e dagli imput uditivi (voce del genitore, canzoncine), tattili (giochi morbidi) e visivi (viso del genitore, oggetti/giochi a forte contrasto visivo: bianco e nero; bianco e rosso. Il bianco, il nero e il rosso sono i primi stimoli visivi che il neonato percepisce). Le esperienze neuromotorie che il bambino compie in questa fase derivano dalle variazioni posturali che si verificano nel corso della giornata: “sgambettare” in posizione supina; iniziare a sperimentare la posizione prona solo quando è sveglio; posizioni verticali (in braccio, marsupio/fascia con sostegno dell’adulto e bambino rivolto verso di lui; semi-seduto su sdraietta con rulli laterali; su un fianco con cuscino “nanna sicura”).

Sviluppo psicomotorio nel primo anno di vita

3-6 mesi

Nel secondo trimestre inizia la fase di separazione-individuazione del bambino dal care-giver. I compiti evolutivi sono molteplici: aumenta l’interesse del bambino per l’ambiente esterno; il bambino raggiunge l’omeostasi, raggiunge il controllo antigravitario del capo, organizza la linea mediana (da supino porta le mani in centro) e matura la conoscenza di sé e dell’utilità delle proprie mani: inizia la coordinazione occhio-mano e mano-mano, esplora oralmente gli oggetti. In questa fase il bambino inizia a organizzare il controllo antigravitario del tronco e a prepararsi alla posizione seduta e presenta i primi spostamenti autonomi (rotolamento e pivotig da prono). Intorno ai 5-6 mesi inizia la lallazione canonica (ripetizione di sillabe composte da una consonante e una vocale “ma-ma-ma, ta-ta-ta”). In questa fase il bambino fa esperienze sensoriali e relazionali tramite giochi sensoriali morbidi, colorati, adatti a essere afferrati e portati alla bocca; tramite il momento del bagnetto, il massaggio, il corpo del care-giver e giochi fisici. Durante i pasti, il bambino inizia a fare le sue prime esperienze con il cucchiaino e con sapori e consistenze nuove. Il bambino effettua esperienze neuromotorie stando in posizione prona quando è sveglio (a 5 mesi riesce a stare in posizione prona con appoggio sulle mani), mantenendo posizioni attive in braccio all’adulto e giocando sul tappetone sia da supino che da prono.

Sviluppo psicomotorio nel primo anno di vita

6-9 mesi

In questo trimestre prosegue il processo di separazione-individuazione e inizia l’indipendenza.

Anche in questo trimestre i compiti evolutivi risultano molteplici: il bambino raggiunge il controllo della posizione seduta senza appoggio sulle mani; effettua passaggi posturali; organizza gli spostamenti orizzontali (gattonamento); matura la presa dinamica, la pinza inferiore e la manipolazione degli oggetti; matura le modalità di gioco ed esplora a livello tattile oggetti/giochi; matura il linguaggio (lallazione variata “ma-ma-pa, pa-pa-ma-na”) e l’indipendenza nel gioco, nell’alimentazione e nel movimento. Dagli 8 mesi vi è la permanenza dell’oggetto. Il bambino compie esperienze sensoriali e relazionali attraverso il gioco con il care-giver, imitando gesti familiari, facendo il bagnetto, manipolando oggetti di diverse dimensioni e materiali (in questo periodo si propone al bambino ilcesto dei tesori costituito da oggetti di materiale semplice e naturale). Le esperienze neuromotorie il bambino le fa a terra in libertà in una stanza sicura, in cui possa muoversi e spostarsi per raggiungere oggetti, giochi e persone. È importante che i giochi del bambino non siano iper-stimolanti e che non vengano dati tutti insieme. In questa fase il bambino manipola oggetti di uso quotidiano, fa giochi causa-effetto, dentro-fuori ed è attratto dai giochi che si muovono.

Sviluppo psicomotorio nel primo anno di vita9-12/18 mesi

Questo trimestre è caratterizzato dall’indipendenza motoria.

Come compiti evolutivi il bambino perfeziona i passaggi posturali, matura la capacità di stare in piedi prima con appoggio, poi senza appoggio e, infine, raggiunge il cammino autonomo. A tal proposito, è necessario sottolineare l’importanza di non forzare il bambino a camminare e di non utilizzare il girello, in quanto non costituisce un aiuto per imparare a camminare. Perché? Non permette un’adeguata sperimentazione del carico sulle gambe; non permette un adeguato sviluppo delle reazioni di equilibrio, non permette un’adeguata organizzazione spaziale del movimento, pertanto, può anche essere pericoloso. In questa fase, inoltre, il bambino matura ulteriormente la prensione (pinza superiore), settorializza i movimenti del dito indice (indica, tocca), esplora anche i dettagli di piccoli oggetti. Compaiono i gesti comunicativi (9-12 mesi) e le prime parole intenzionali (11-13 mesi). Il bambino effettua esperienze sensoriali-relazionali attraverso il gioco euristico, giochi sensomotori insieme all’adulto, imitazione di gesti nuovi e attraverso la maturazione dell’attenzione congiunta (guarda l’oggetto desiderato e lo indica al proprio interlocutore, mostra un oggetto, guarda dove indica il proprio interlocutore). In questa fase il bambino effettua esperienze neuromotorie dentro e fuori casa. Il bambino è attratto da giochi che si muovono e che lo fanno muovere ed è in grado di fare giochi causa-effetto, giochi di costruzione, travasi e semplici incastri tridimensionali. A 18 mesi compare il simbolo e l’imitazione differita.

Queste fasi di sviluppo costituiscono degli appuntamenti funzionali in cui si possono incontrare alcune variabilità fisiologiche da bambino a bambino, soprattutto nell’acquisizione del cammino autonomo. Tuttavia, risulta utile conoscerle nel caso in cui il bambino presentasse particolari difficoltà nel raggiungerle.

Dott. ssa Giulia Franceschi

Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva

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