Sitly salva mamma

Provato per voi...da noi

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Sitly salva mamma

Tra le innumerevoli domande che affollano la testa di una mamma- soprattutto se lavora anche fuori casa- abbiamo: “A chi lascio il pupo oggi che l’asilo è chiuso, c’è ponte, alluvione, calamità, sciopero dei mezzi o sciopero dei nonni? (Quest’ultimo è l’evento più terrificante in assoluto, ma per fortuna pare che sia raro come il passaggio della Cometa di Halley!).

E se un giorno ti ammali? Addirittura ti sei ammalata! Tu, che sei una mamma… E pensate che capita anche nelle migliori famiglie, di prendere un’influenza. (Dì la verità: ti sei andata ad iniettare del sangue infetto per passare qualche giorno a riposo..eh..furbetta!)

E se poi fossi pure una mamma single, senza nonni per giunta? Lì mi viene da ridere, ma sapete bene che sarebbe una risata isterica la mia e so che non ci farete caso!

Nella vita di tutti i giorni di una mamma, quando gli impegni lavorativi e personali ci rincorrono e c’è sempre un imprevisto a salvarci dalla noia, tutti sappiamo che poter contare su un aiuto affidabile, serio e professionale può fare la differenza.

Quindi se è vero che ad ogni problema corrisponde una soluzione: io l’ho trovata nella Rete e dopo tante ricerche sono “approdata” sul sito di Sitly! E lì ho trovato, tra le tante candidate, la MIA baby-sitter che mi aiuta nei momenti cruciali della settimana o qualora dovesse passare la Cometa di Halley!

Come nasce Silty

Jules Van Bruggen è un papà che come tanti altri si è presto scontrato con un problema comune a molti neo-genitori: trovare una soluzione flessibile per i suoi bambini e, per aiutare altri genitori in difficoltà, ha creato una piattaforma che mette in contatto tate/baby-sitter e famiglie. Su Sitly domanda ed offerta si incontrano ed è tutto molto semplice! C’è pure l’App!

“Sitly è stata creata da genitori, per genitori. Vogliamo che i tuoi bambini siano in buone mani e vogliamo che tu ti senta tranquilla quando non puoi stare con loro. Sitly è oggi la piattaforma in più rapida espansione dove genitori e babysitter possono entrare in contatto.”

Jules Van Bruggen

La piattaforma, nata in Olanda nel 2009, è oggi attiva in 12 Paesi, vanta più di 2 milioni di utenti registrati ed ha un team di 28 persone.

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Come funziona Sitly?

La registrazione alla piattaforma è gratuita sia per i genitori che per le baby-sitter e per avere la possibilità di contatti diretti (cellulare o email) si possono attivare diversi abbonamenti, ad un prezzo veramente accessibile per ogni tasca.

All’interno della piattaforma chi vuole trovare lavoro come baby-sitter inserisce le informazioni che la riguardano su una scheda in cui appare la fotografia, un breve curriculum, la disponibilità oraria, le referenze, gli anni di esperienza con i bambini e le fasce d’età in cui è specializzata e le attività principali che è disposta a fare per aiutare la famiglia o la mamma (aiuto compiti/preparazioni di pasti/piccole mansioni in casa).

I genitori, dal canto loro, hanno la possibilità di pubblicare un annuncio per la ricerca di una baby-sitter con tutte le specifiche di cui hanno bisogno (gli orari in cui occorre, l’età del bambino/i e altri dettagli utili).

I costi di una baby sitter

Secondo Sitly, il costo orario medio di una tata è 8,06 euro (dato 2019); naturalmente la cifra cambia tra le diverse regioni d’Italia e varia in base all’esperienza e alla formazione della baby-sitter.

Secondo uno studio dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, si è giunti alla conclusione che, nel primo anno di vita, il mantenimento di un figlio può costare dai 7.072 ai 15.140 euro (spese latte artificiale, pannolini, vestitini, articoli sanitari, etc, etc…).

Se poi vogliamo aggiungere – sempre considerando le tariffe di Sitly– le spessitly salva mammae per la baby-sitter (consideriamo 6 ore al giorno dal lunedì al venerdì per quattro settimane) avremmo una cifra pari a circa 950 euro al mese, per un totale annuo di circa 11.500 euro, che è una corposa voce di costo nel bilancio familiare.

In Europa come siamo messi? Più o meno allineati se si pensa che in Spagna si spende quasi come in Italia -8,20 euro/h- in Olanda 7,40 euro/h, in Belgio 7,99 euro/h, per chiudere con la Danimarca che riporta un prezzo orario pari a 15.90 euro /h.

Le mamme italiane sono sempre più stressate

Sitly lancia anche una ricerca importante che ha portato a galla un tema molto attuale, ma che passa talvolta in secondo piano pur essendo vissuto da un’enorme fetta di popolazione, con disagio.

La ricerca realizzata nel 2019 ha coinvolto un campione di mamme lavoratrici italiane e di altri paesi europei e ha restituito dati impressionanti, ricordando un po’ a tutti che le madri per far fronte alle esigenze di tutta la famiglia hanno cancellato dalle loro giornate qualcosa di prezioso e di inestimabile: il tempo per se stesse.

L’83% del campione intervistato dichiara infatti di non avere tempo per sé: nessuna attività sportiva (resta il sogno nel cassetto –chiuso- per il 53% delle mamme italiane), addio parrucchiere (43%) e bye bye ozio sul divano (bramato dal 44% delle intervistate).

La ricerca riflette quindi il rovescio della medaglia dell’essere mamma, facendoci scivolare in un lato poco illuminato di questo ruolo, dove le necessità e i bisogni personali di una donna –ora che è anche mamma- vengono collocati all’ultimo posto della piramide delle priorità.

Ricorrere ad una baby sitter può fare la differenza?

Sì, assolutamente! Perché un caffè con un’amica, la piega dal parrucchiere o semplicemente la spesa settimanale che puoi affrontare per una volta con calma sapendo che a casa tuo figlio è in mani sicure, sì, può fare la differenza nelle giornate di una mamma, senza dubbio.

                                                                                                                                                                          Valentina

Sitly salva mamma

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