Riconoscimento del figlio naturale

Tutele per il figlio nato fuori dal matrimonio

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Riconoscimento del figlio naturale  

IL RICONOSCIMENTO DEL FIGLIO NATO FUORI DAL MATRIMONIO:  I DIRITTI DEL BAMBINO NASCONO PRIMA DELL’ATTO FORMALE DELRICONOSCIMENTO 

Riconoscimento del figlio naturale

La riforma attuata con la Legge n. 219 del 2012 e con il successivo decreto attuativo n. 154/2013, attesa da anni, ha finalmente portato al superamento di ogni distinzione di regolamentazione giuridica tra figli naturali cioè nati fuori dal matrimonio e figli legittimi, nati nel matrimonio, parificando ad ogni effetto di legge il loro unico status di figlio, come sancisce l’art. 315 del codice civile tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico”.

Una delle prime conseguenze a livello giuridico è stata la scomparsa dell’istituto della legittimazione, con cui in precedenza, un figlio naturale poteva acquisire gli stessi diritti di un figlio legittimo o in conseguenza della celebrazione del matrimonio tra i genitori, con effetti “ex nunc”, o grazie ad un provvedimento giudiziario.

Il riconoscimento del figlio naturale adulterino era invece già stato introdotto con la riforma del 1975 ed aveva effetti “ex tunc”, dalla nascita. Il riconoscimento è un atto irrevocabile che comporta da parte del genitore l’assunzione di tutti i doveri e di tutti i diritti che egli ha nei confronti dei figli.

Il riconoscimento del figlio nato naturale, è necessario per la filiazione dunque per l’assunzione dello status di figlio e  può avvenire da parte di entrambi i genitori con l’atto di nascita, o prima da uno dei due e successivamente dall’altro, con un’apposita dichiarazione posteriore alla nascita davanti ad un ufficiale dello stato civile o al giudice tutelare o in un atto pubblico o in un testamento qualunque ne sia la forma ma solo con il consenso dell’altro.

Quindi se il bambino è stato prima riconosciuto dalla madre, al padre sarà consentito riconoscerlo solo se la donna acconsente e viceversa. In ogni caso la legge dice che il consenso non può essere rifiutato se risponde all’interesse del figlio, che rimane assolutamente prioritario in quanto il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori come sancisce il nuovo art. 315 bis del codice civile.

Dunque, in mancanza di consenso, il genitore che intende assumersi la responsabilità genitoriale nell’ottica del riconoscimento del figlio naturale, dovrà presentare apposita domanda al Giudice al fine di ottenere una sentenza, sostitutiva del consenso, che lo autorizzi a dichiararsi genitore del minore. L’altro genitore, potrà opporsi a tale richiesta solo qualora ritenga che il riconoscimento da parte dell’altro genitore possa determinare un grave pregiudizio per il figlio.

Ciò che preme evidenziare infatti è il principio consolidato per cui dal riconoscimento non deve derivarne un beneficio per il figlio ciò che rileva è l’esclusione di un qualsiasi motivo grave e irreversibile che potrebbe compromettere lo sviluppo psicofisico del minore (Cass. Civ. n. 2878/2005 e Cass. Civ. n. 4/2008).

In proposito si segnala un’importante sentenza del Tribunale di Prato n. 652 del 27.7.2017 resa in un giudizio di opposizione da parte della madre al riconoscimento del figlio da parte del padre.

Il provvedimento è stato innovativo rispetto all’orientamento giurisprudenziale precedente in quanto ha ritenuto, non solo che non sussistessero, nella specie, i gravi motivi necessari per rifiutare il riconoscimento da parte del padre ma soprattutto perché, in conformità con i principi di diritto contenuti nelle leggi nazionali e internazionali, ha ritenuto di decidere contestualmente sia sull’autorizzazione al padre a effettuare il riconoscimento dinanzi all’Ufficiale civile, sia di regolamentare immediatamente l’affidamento e il mantenimento della minore in questione, senza attendere l’atto ufficiale del riconoscimento da parte del padre, non ritenendolo un presupposto imprescindibile, come invece in precedenza altri Tribunali dando la priorità assoluta alla tutela del bambino.

La decisione ha sottolineato, in linea con il senso della riforma, come i diritti del figlio e la regolamentazione della responsabilità genitoriale siano prioritari rispetto persino all’atto ufficiale del riconoscimento che potrà essere effettuato successivamente ed avrà rilevanza anche per i terzi.

 Avv.  Serena Degli Albizi

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