Resilienza: cambio, ergo sum

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Resilienza: cambio, ergo sum.

La nostra felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.

Confucio

Resilienza: cambio, ergo sum

RESILIENZA è un termine attualmente di gran moda e , con diverse sfumature, viene utilizzato in molteplici campi: il concetto di resilienza viene utilizzato ad esempio negli studi di ingegneria (nello specifico alla metallurgia) e indica la capacità di un metallo di resistere alle forze impulsive che gli vengono applicate, in fisica meccanica denota, invece, la resistenza di un materiale alla deformazione mentre in biologia esprime la possibilità di un sistema di ritornare a uno stato di equilibrio in seguito ad un evento disturbante.

La sfumatura che più ci interessa indagare e che può costituire uno strumento utile per le nostre quattro affezionate lettrici, è lettura che ne dà la psicologia negli ultimi anni, ossia la resilienza psicologica, intesa come la capacità dell’individuo di fronteggiare un evento traumatico, acuto o cronico, ricostruendo una sorte di equilibrio psico-fisico precedente al trauma e, in certi casi, migliorandolo; in parole povere, riuscire a resistere alle avversità della vita.

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Quand’è che allora un individuo diventa resiliente?

Probabilmente la resilienza si sviluppa quando, dopo aver affrontato esperienze emotive negative (aggiungerei, spesso devastanti) l’essere umano riesce, attraverso l’utilizzo delle proprie risorse interiori, a crescere attraverso le sfide.

Ma questa resilienza deve essere considerata un processo di autoriparazione o una sorta di spirito di sopravvivenza o ancora istinto di conservazione delle specie?

Mi verrebbe quasi naturale pensare, a questo punto, che il termine resilienza possa essere coniugato al genere femminile singolare…la Donna è l’antica custode nell’arte di accogliere il cambiamento, di trasformare e di trasformarsi; solo pensare  alle metamorfosi che il corpo femminile affronta nei 9 mesi della gravidanza ci dà la misura della capacità tutta femminile di affrontare il mutamento.

Diventare madre è una rivoluzione che coinvolge la donna sotto ogni aspetto del suo essere: è chiamata a nuovi ruoli sperimentando nuove emozioni mentre affronta sfide quotidiane.

Per ogni donna che diventa madre c’è un prima e un dopo, e naturalmente dopo nulla sarà più come prima.

Le donne moderne, a quanto pare, si dimostrano “campionesse di resilienza” perché sanno e vogliono guardare al futuro sempre e comunque con coraggio, hanno conquistato la capacità di conciliare emozione e ragione, hanno imparato la sottile arte della flessibilità anche se – con rigore e sicurezza- sono in grado di reimpostare le loro vite (acciaccate) di fronte alle avversità.

Pensate ora alla condizione di una donna madre single: è tutto amplificato! Anche il dolore e la frustrazione di vedere naufragare il desiderio o il progetto di una famiglia “tradizionale” con la consapevolezza di dover far fronte alla crescita dei figli praticamente da sola.

In questo caso la resilienza ti salva la vita, anche se non hai idea da dove prenderai quella forza, ma tu sei Donna e sai che ti appartiene così come ti appartengono i peli superflui e la ricrescita: sono doni naturali del tuo essere (okay, di alcuni ne avresti sicuramente fatto a meno, ma chi ce li ha, se li tiene!).

Mai dimenticare quindi che qualunque cosa accada siamo noi a tenere il timone della nostra vita e siamo sempre noi ad attribuire il significato da dare all’evento che ci ha colpito e di conseguenza le reazione e le azioni da fare; certe volte siamo così abituate a reagire in modo meccanico agli intoppi della vita, che abbiamo dimenticato questa straordinaria abilità umana, che è essenza della resilienza.

Volendo tracciare un profilo standard della persona resiliente, potremmo dire che essa presenta alcune delle caratteristiche essenziali riportate di seguito:

  • sa sopportare il dolore del momento e le difficoltà senza abbattersi;
  • non rimane paralizzato di fronte alle avversità, ma trova comunque il modo di reagire anche nelle condizioni peggiori;
  • mantiene la lucidità e sa prendere decisioni;
  • pur affrontando un momento difficile, ha una visione positiva del futuro
  • accoglie il cambiamento
  • accetta i propri limiti

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A questo punto tutte noi ci chiediamo se esiste un modo per diventare resilienti?

La risposta è NO! Possiamo però fare dei passaggi per tirare fuori la resilienza che abita già in te. Eccone alcuni:

  • Conoscere i propri confini: (..niente di nuovo sotto il sole! Se i Greci già secoli fa scolpivano sui templi a caratteri cubitali il messaggio “conosci te stesso” un motivo ci sarà!) essere consapevoli della propria identità, dei propri punti di forza e di debolezza di fronte ad un evento negativo è il primo passo verso il superamento della difficoltà.
  • Permettersi uno sfogo: anche se si tratta di emozioni forti, mostratele. La repressione emotiva può far ammalare.
  • Non vergognarsi di cercare il sostegno: non avere timore di mostrare agli altri le proprie emozioni e non esitare a chiedere aiuto alle persone care quando ne hai bisogno: è questo infatti un punto molto importante per favorire l’affermazione di una mentalità resiliente.
  • Far appello alle vostre riposte interiori: chiedersi cosa vi ha aiutato a uscire dalle difficoltà in passato e quali sono state le azioni-chiave che vi hanno aiutato a riprendervi: non dubitate a riutilizzarli, perché ciò che è servito una volta, possono essere utile anche attualmente.
  • Riuscire ad accettare il dolore per quello che è e lo stress emotivo conseguente: la resilienza arriva se comprendiamo che ansia, paura e preoccupazioni fanno parte della vita che scorre, sarà più facile sopportarle in quanto passeggere e saranno anche un mattoncino che accrescerà la nostra ricchezza e forza interiore.
  • Per sviluppare la resilienza è utile elaborare una lista mentale di attività e pensieri che possono aiutarci a ricaricarci e a stare bene: segui buone abitudini o passioni che possano nutrire la tua anima e darti la carica quando ne hai bisogno.
  • Cercare testimonianze e storie di successo su libri, siti o forum (questo è un pregio della modernità!!): entrare in contatto con le esperienze di persone che ci sono già passate e hanno superato momenti difficili, può aiutarti a trovare la tua strada.

Lo sai benissimo anche tu che non per tutto c’è una risposta! Smetti di tormentarti!

Ti svelo un segreto: talvolta stare in pace con sé stessi anche senza aver capito per forza tutto, è l’unica risposta che ti serve.

Hai mai pensato alla scrittura? Mettendo nero su bianco i tuoi pensieri e il tuo dolore, potresti riuscire a buttare fuori quello che hai dentro, sollevandoti da un peso. La scrittura è dunque una strategia di resilienza che puoi utilizzare semplicemente ogni qual volta senti la necessità di esprimere qualcosa che ti opprime (scrivi al nostro Blog…..per esempio!).

                                                                                                                                                                                        Valentina

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