Rapporto Unicef: tra malnutrizione e obesità

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Rapporto Unicef: tra malnutrizione e obesità

L’ultimo dossier UNICEF sulla Condizione dell’Infanzia nel Mondo, è dedicato al tema della nutrizione infantile; il documento che è stato pubblicato Bambini, cibo e nutrizione. Crescere sani in un mondo in trasformazione” ha denunciato una situazione preoccupante: nel Mondo, almeno un bambino su tre nella fascia di età tra 0 e 5 anni è denutrito o in sovrappeso.

Si può affermare che a livello mondiale ben 149 milioni di bambini soffrano di ritardi nella crescita (detta stunting) mentre 50 milioni sono deperiti (ossia troppo magri in proporzione alla loro altezza ) e altri 40 milioni di bambini sotto i 5 anni sono invece in sovrappeso.

Dallo studio è emerso che due terzi dei bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni nel Mondo non ricevono tutti gli alimenti di cui avrebbero bisogno per crescere in modo adeguato: questa situazione li espone a una serie di rischi che vanno da un limitato sviluppo celebrale (accompagnato da scarso apprendimento scolastico) ad insufficienti difese immunitarie e quindi ad una maggiore vulnerabilità alle infezioni che, in alcuni casi, hanno esiti mortali.

Nella lunga prefazione alle 163 pagine di questa ricerca (che vi riporto integralmente a questo link, fatene buon uso!) Henrietta H. Fore, Direttore Generale dell’Unicef sottolinea che:

Come dimostra questo rapporto sul La Condizione dell’Infanzia nel Mondo, troppi bambini e ragazzi non seguono una corretta alimentazione e ciò compromette le loro capacità di crescere, svilupparsi ed apprendere al massimo delle proprie potenzialità. Si tratta- aggiunge- di un problema che non riguarda solo i singoli bambini e i giovani, ma tutti noi”.

Perché ci sono ancora 149 milioni di bambini sotto i 5 anni che hanno ritardi nella crescita per malnutrizione?

Perché tra le popolazioni più povere stanno aumentando i bambini e gli adolescenti in sovrappeso e obesi?

Perché, ancora, seguire un’alimentazione sana sta diventando sempre più costoso e invece i cibi poveri di nutrienti sono sempre più a buon mercato?

rapporto unicef

Da questa ricerca emerge un altro aspetto importante: è necessario garantire la migliore alimentazione possibile nei primi 1.000 giorni di vita, cioè dal concepimento ai due anni d’età circa e poi durante l’adolescenza: due momenti cruciali della formazione e sviluppo di un individuo.

I dati della recente ricerca dell’Unicef si possono sintetizzare in alcuni importanti punti chiave (key points):

  • 340 milioni di bambini :  soffrono di carenza di vitamine e nutrienti essenziali come vitamina A e ferro ( cioè della cosiddetta Fame nascosta”) 340 milioni di bambini nel Mondo;
  • solo il 42% dei bambini nel Mondo viene nutrito fino al sesto mese in modo esclusivo con l’allattamento al seno, come raccomandato da UNICEF e OMS;
  • dal 2000 al 2016, la percentuale mondiale di bambini sovrappeso ( fra i 5 e i 19 anni) è raddoppiata, passando dal 10 al 20%
  • in Italia la percentuale di bambini sovrappeso fra i 5 e i 19 anni è ormai del 36,8%, con un +39,1% rispetto al 1990.
  • circa il 45% dei bambini sotto i 2 anni non mangia regolarmente frutta o verdure, e ben il 60% non mangia uova, latticini, pesce e carne.
  • il 42% degli adolescenti che vanno a scuola in Paesi a basso e medio reddito consumano bibite zuccherate e gassate almeno una volta al giorno e il 46% mangia cibo da fast food almeno una volta a settimana.

Dal latte in polvere al fast food

Questa ricerca fornisce un quadro dettagliato di diversi tipi di malnutrizione nel mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, prendendo in esame la denutrizione, la fame nascosta e il sovrappeso.
Il rapporto sottolinea l’importanza di un’accurata alimentazione già nei primi giorni di vita: attraverso l’allattamento al seno è possibile salvare delle vite: per esempio, solo il 42% dei bambini sotto i 6 mesi nel mondo viene esclusivamente allattato, mentre cresce il numero di bambini che ricevono sostituti del latte materno.
 I prodotti a base di latte in polvere hanno registrato una crescita del 72% tra il 2008 e il 2013 nei Paesi reddito medio-alto come Brasile, Cina e Turchia e la causa principale è il marketing inappropriato e le scarse politiche di informazione per proteggere, promuovere supportare l’allattamento materno.
Rapporto Unicef: tra malnutrizione e obesità

 

Sempre secondo il rapporto, al momento dello svezzamento intorno ai sei mesi, si verificano molti errori e si introducono cibi sbagliati: circa il 45% dei bambini tra i 6 mesi e i 2 anni non riceve abbastanza frutta o verdure nella dieta e il 60% non mangia uova, latticini, pesce o carne.
Quando i bambini crescono, la loro esposizione a cibi non salutari diventa preoccupante. Il marketing e la pubblicità spingono i piccoli consumatori verso cibi iper-processati, troppo salati/zuccherati o grassi e nelle città ma anche in aree remote del Mondo il ricorso ai fast food e a bevande altamente zuccherate in aumento.
Il risultato è che -naturalmente- si assiste all’aumento dei livelli di sovrappeso e obesità nell’infanzia e nell’adolescenza e il  fenomeno sta crescendo in tutto il mondo in maniera esponenziale: così dal 2000 al 2016, la percentuale di bambini sovrappeso fra i 5 e i 19 anni è raddoppiata da 1 su 10 a circa 1 su 5. Rispetto al 1975, il numero di bambini e ragazzi in questa fascia d’età che soffrono di obesità è 10 volte maggiore per le ragazze e 12 volte maggiore per i ragazzi.

 

 

Il  Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo, evidenzia che «Malnutrizione non significa solo non avere da mangiare a sufficienza, ma anche mangiare in modo errato o malsano.»

Rapporto Unicef: tra malnutrizione e obesità

Per ulteriori approfondimenti, vi invito a leggere la ricerca integrale (in italiano): https://www.unicef.it/Allegati/Rapporto_UNICEF_SOWC_2019.pdf

Se invece volete approfondire i temi legarti all’alimentazione sana e consapevole, vi rimando al a Nutriviva, il primo Blog  della nutrizione cosciente.

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