Mammeamille.itAlimentazione sana per future mamme e bambini

Quando preoccuparsi per una perdita di peso eccessiva in gravidanza? I criteri che aiutano a capirlo velocemente

Erica Fossanidi Erica Fossani· 17/08/2026 17:22
Quando preoccuparsi per una perdita di peso eccessiva in gravidanza? I criteri che aiutano a capirlo velocemente

La perdita di peso in gravidanza: quando è davvero un segnale d'allarme

Mi è capitato di recente di ricevere una chiamata da una mamma preoccupatissima al quinto mese di gravidanza: aveva perso due chili dal test positivo e si sentiva male per questo. La prima cosa che ho fatto è stato tranquillizzarla, poi ascoltarla. Scopriamo insieme quando la perdita di peso in gravidanza merita attenzione medica e quando, invece, fa parte dei naturali cambiamenti del corpo.

La gravidanza porta con sé una marea di trasformazioni fisiche. Non tutte seguono lo schema dei libri di ostetricia. Alcune donne acquistano peso costantemente, altre hanno fasi di stasi, altre ancora calano nei primi mesi. È una realtà che pochi ginecologi spiegano con chiarezza alle future mamme, creando ansia inutile.

I primi tre mesi: quando il calo è più frequente

Nel primo trimestre accadono cose strane al corpo. Le nausee, gli stati di debolezza, l'avversione ai cibi che prima adoravamo: tutto questo può portare a mangiare meno, molto meno. Ho visto mamme che nelle prime settimane non riuscivano nemmeno a guardare un piatto di pasta senza correre al bagno.

Un calo di peso fino a due chili nel primo trimestre, soprattutto se accompagnato da nausea mattutina intensa, non è motivo di panico. Il bambino è ancora piccolissimo e ha bisogni calorici minimi. Quello che conta è quello che accade dopo: la ripresa dell'appetito e un guadagno progressivo nei mesi successivi.

La situazione cambia quando il calo continua oltre il primo trimestre senza ragione apparente. Un lettore mi ha scritto settimane fa dicendo che perdeva peso regolarmente dal terzo mese in poi. Questo sì meritava una visita specialistica, ed effettivamente aveva problemi di assorbimento intestinale che nessuno aveva considerato.

I criteri che aiutano a distinguere il normale dall'anomalo

Serve una metodologia per capire se preoccuparsi. Non basta guardare la bilancia. Tre elementi fanno la differenza nel valutare una perdita di peso in gravidanza.

Il contesto di salute generale. Stai bene? Ti senti energica? Riesci a svolgere le tue attività? Se la risposta è sì a tutte le domande, probabile che il tuo corpo sta semplicemente regolando il metabolismo. Se invece ti senti spossata, hai vertigini frequenti o compaiono gonfiori anomali, il discorso cambia completamente e serve una valutazione medica urgente.

Durante la gravidanza, il corpo ha bisogni specifici. La carenza di ferro può accelerare la perdita di peso e causare affaticamento eccessivo. Lo stesso vale per carenze di calcio o magnesio. Non è raro che una semplice anemia spieghi molti sintomi che le mamme attribuiscono a tutt'altro.

L'entità e la velocità della perdita. Calare di mezzo chilo in quattro settimane è completamente diverso da perderlo in una settimana. La velocità conta più del numero assoluto. Una perdita rapida e costante segnala che qualcosa nella nutrizione o nell'assorbimento non funziona. Una perdita lenta e sporadica potrebbe essere solo il risultato di oscillazioni naturali del peso corporeo.

Le abitudini alimentari recenti. Qui arriviamo al punto pratico che fa la differenza. Quando una mamma mi racconta che sta perdendo peso, chiedo sempre: cosa stai mangiando davvero? Non quello che pensi di mangiare, ma ciò che finisce effettivamente nel piatto. Mi è capitato di scoprire che diverse donne grazie all'ossessione per il controllo del peso (una paura che molte portano in gravidanza) mangiavano meno senza accorgersene.

Gli errori più comuni che portano a perdita di peso ingiustificata

Nel mio lavoro di divulgazione ho identificato i sbagli ricorrenti. Il primo è seguire diete restrittive in gravidanza con l'intento di non ingrassare troppo. Questo è controproducente e pericoloso. La gravidanza non è il momento per limitarsi, è il momento per nutrirsi consapevolmente.

Il secondo errore è ignorare le intolleranze alimentari che compaiono proprio in gravidanza. Alcune donne sviluppano sensibilità al lattosio o al glutine proprio durante questa fase. Se mangi qualcosa che il tuo corpo non tollera bene, il malassorbimento porta a perdita di peso e carenze nutrizionali.

Il terzo errore è non comunicare al medico i sintomi reali. Molte mamme minimizzano quello che sentono per non essere etichettate come "ansiose". Comunica tutto: nausee, vomiti, diarrea, costipazione, avversione ai cibi. Sono informazioni preziose per capire cosa sta succedendo.

Quando è il momento di agire

Se perdi più di mezzo chilo a settimana, se il calo si prolunga oltre il primo trimestre senza stabilizzarsi, se senti un affaticamento eccessivo accompagnato da capogiri: contatta il tuo ginecologo. Non aspettare. Non minimizzare. Una semplice ecografia, un esame del sangue, una valutazione nutrizionale possono escludere problemi seri in pochi giorni.

La gravidanza è una fase dove il tuo corpo fa miracoli, ma merita rispetto e monitoraggio costante. Perdere peso può essere normale in alcuni periodi, ma sempre con consapevolezza e mai con ansia. Il messaggio che voglio passare è questo: conosci il tuo corpo, ascoltalo, e affida le decisioni importanti ai professionisti che ti seguono. Non alla bilancia, non all'ansia, non ai confronti con altre mamme.

Erica Fossani
Erica Fossani

Dopo aver affrontato una gestosi gravidica, Erica Fossani ha fatto dell’alimentazione in gravidanza un argomento di studio personale e confronto con altre mamme. Attraverso incontri divulgativi aiuta donne ad affrontare questa delicata fase con scelte alimentari informate.