Quando i numeri fanno male: La discalculia

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Quando i numeri fanno male: La discalculia

Sebbene i disturbi legati alla scrittura ed alla lettura siano più diffusi e più studiati, la discalculia sta progressivamente suscitando sempre più attenzione ed interesse fra gli studiosi.

Si tratta, fra tutti i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, di quello più soggetto a stereotipi come il celebre “per la
matematica bisogna essere portati” , ma che sono presenti nel 2,5% della popolazione scolastica. E’ bene ricordare che i bambini con questo disturbo presentano un’intelligenza nella norma, assenza di deficit neurologici ed hanno un percorso scolastico proficuo ed adeguato, ma che la discalculia ha come caratteristica quella di impedire ad un soggetto  normodotato di raggiungere un livello sufficiente di rapidità e correttezza in operazioni di calcolo e/o processamento numerico.

Tuttavia la discalculia e le difficoltà in matematica risultano avere un profilo estremamente variegato di caso in caso, non sono univoche per tutti. Il pensiero matematico si presenta molto  presto nello sviluppo infantile, infatti i bambini sono esposti fin da piccoli in situazioni che coinvolgono i concetti matematici. L’ingresso scolastico formalizza e categorizza questo processo e porta alla luce alcuni deficit che possono essere presenti in esso.

L’aritmetica implica il riconoscimento di numeri e simboli, memorizzazione di fatti numerici, incolonnamento dei numeri
(con le relative abilità visuo-spaziali), il problem solving e la comprensione di concetti astratti come
il valore posizionale di una cifra o le frazioni.

Un bambino con discalculia potrebbe avere difficoltà solo in alcuni di questi processi e non nella totalità ed ognuno in misura variabile. A causa di ciò il profilo di ogni bambino con discalculia risulta estremamente disomogeneo, perciò il trattamento ed il potenziamento si connota in maniera sempre diversa in base alla specifica valutazione neuropsicologica del bambino.

Già in questa fase si distingue, infatti, fra:
Discalculia per cifre (difficoltà nella comprensione e produzione dei numeri e del loro lessico);
Discalculia procedurale (difficoltà nell’applicare le procedure di calcolo e gli algoritmi);
Discalculia relativa a fatti numerici (ovvero difficoltà ad immagazzinare quelle informazioni
definite “fatti numerici”).

Quali sono i segnali sospetti di una probabile discalculia?

Sono da tenere sotto controllo le difficoltà nell’enumerazione all’indietro, nella scrittura – lettura dei numeri ad una cifra e nell’immagazzinamento dei fatti aritmetici (come le tabelline). E’ possibile porre diagnosi di discalculia soltanto alla fine della III elementare, ma se l’insegnante o il genitore nota qualche segnale è importante intervenire subito con un potenziamento che potrebbe svelare un falso positivo.
Cosa posso fare se ho in classe un alunno con discalculia?
Per facilitare l’apprendimento di questi bambini e la didattica agli insegnanti è possibile prendere
alcuni accorgimenti:
• Ridurre la lunghezza dei compiti;
• Ridurre le informazioni da trascrivere sul quaderno o copiare alla lavagna;
• Occuparsi separatamente degli aspetti mnemonici come le tabelline e degli aspetti di problem solving come la  risoluzione dei problemi;
• Frazionare i compiti in sotto-obiettivi;
• Fornire supporti visivi durante la spiegazione;
• Rendere i concetti astratti concreti tramite l’utilizzo di materiali manipolativi e multimediali;
• Evidenziare i concetti e le parole chiave;
• Riportare quanti più concetti possibili all’esperienza quotidiana sfruttando l’apprendimento esperienziale;
• Permettere l’uso della calcolatrice;
• Permettere l’utilizzo di supporti grafici.

Spesso possiamo trovarci di fronte a bambini che pur presentando vari aspetti sopra esposti non soddisfano i criteri diagnostici per la discalculia. E’ importante in quei casi prendere in considerazione aspetti come l’attenzione, la memoria di lavoro, le funzioni esecutive e gli aspetti emotivi come autoefficacia e l’autonomia (vale a dire il “sentirsi competente” del bambino). Proprio per questo motivo è importante rivolgersi ad uno specialista per il trattamento ed il potenziamento
di alcune funzioni neuropsicologiche.

a cura della Dott.ssa Chiara Cucinotta, Psicologa

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