Potere dei Ricordi per Grandi e Piccini

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Potere dei Ricordi per Grandi e Piccini

Aprire il baule in soffitta con le foto in bianco e nero dei nostri amati nonni, scovare foto dei nostri genitori da giovani e di noi, “nuovi genitori” da piccoli o ancor di più da adolescenti, fa un certo effetto.

Diciamolo.

E’ come aprire una grande scatola di cioccolatini a gusti misti e assaporare sensazioni diverse, provare emozioni antiche e ripercorrere con evidenti flashback la vita passata, vissuta. Una volta aperta la scatola dei ricordi siamo prima molto curiosi, poi decisamente nostalgici e infine fieri di ciò che si è oggi o rammaricati per quel desiderio che non si è mai avverato.

Che potere ha il ricordo …. che forza inaudita si cela dietro a quelle istantanee stampate a peso d’oro, che muovono dentro di noi emozioni di ogni tipo.

Potere dei Ricordi per Grandi e Piccini
Il piccolo Andrea con in mano la foto della sua mamma da piccola, Daniela Paola, l’autrice dell’articolo

Ma in realtà, cosa significa ricordare? Sembra impossibile ma una parte fondamentale del ricordo è la dimenticanza, questo perché l’atto di ricordare non è assolutamente accostabile all’atto del memorizzare e tutto ciò perché l’emotività, il cuore, la passione permettono di ricordare…tutto il resto è memoria.

Ciò non significa che ricordiamo solo cose belle, assolutamente no: significa che ricordiamo tutto ciò che per noi è stata emozione, sentimento, gioia o dolore. La storia è “la conoscenza del passato dell’uomo” perché senza passato non saremmo quello che siamo oggi, nel bene o nel male. Il passato ci ricorda chi siamo stati; quali strade abbiamo scelto di percorrere, e quali di abbandonare; ci aiuta a non ripetere sbagli di cui conosciamo le conseguenze; e ci tiene al sicuro dal rischio di imboccare strade troppo pericolose. Il ricordo non è uno scudo, ma non è altro che quel che i nostri cari nonni chiamavano esperienza. Il ricordo, puro e candido, si trasforma in esperienza e quando desideriamo ci attende pazientemente per orientarci nel viale della nostra vita.

Ancor più potente per un genitore è aprire quella famosa scatola di latta accanto ai propri figli che non vi risparmieranno alcuna domanda.

Chiederanno cosa stavate facendo, con chi, dove, perché e soprattutto vi daranno la possibilità di condividere con loro parte della vostra vita passata. Trovo interessante e sempre curiosa la reazione dei bambini davanti alle foto dei genitori col grembiulino al loro primo anno di asilo, o con la prima finestrella tra i denti per la perdita del primo dentino, piuttosto che un’altra foto in sella al primo scooter o il video del matrimonio.

I bambini hanno bisogno di respirare la storia dei propri genitori, di sapere che gli errori si commettono ma che si può riparare, che la vita apre diverse strade e che ciascuno sceglie quale imboccare ma che comunque andrà sarà importantissimo per tutti rievocare i momenti vissuti in passato con loro o prima di loro. Uno dei consigli che viene generalmente dato per parlare di lutto o di perdita con i più piccoli è proprio custodito nel profondo dei propri ricordi, quelli veri che legano la vita sulla terra a quella nell’al di là, che permettono di rievocare emozioni vissute con il corpo e l’anima, sensazioni profonde che non appartengono alla memoria ma al cuore, in tutto e per tutto, per sempre.

Il potere del ricordo è unico, a tratti quasi magico, perché non crea mai aspettative in un modo che vive di ” se, ma, non so e vedremo….” ma apre grandi riflessioni e progettualità che possono solo portare ad una crescita personale e, se si tratta di una ricordo condiviso, interpersonale.

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