Nonni…calma e sangue freddo

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Nonni…calma e sangue freddo

Vi ricordate il momento esatto del rientro a casa con la vostra creatura?

Immagino di sì e immagino anche che al ricordo vi sia spuntato un sorriso sulle labbra. Bene. E vi ricordate anche il primo vero momento di panico?

No non sto parlando del bimbo che non dorme, non mangia o mangia prosciugandovi tette ed energie o piange e voi vorreste solo che imparasse a parlare per magia per potervi spiegare che cazzarola ha da strillare come un demonio … no no… il primo vero momento di puro terrore è … la visita dei nonni! E ora il sorriso di prima lo avete salutato vero?? Facciamo tutti ciaone.

Eh sì! Chi non ci è passata! E chi non è stata eletta a degna depositaria di consigli non richiesti… il bambino è troppo coperto, non è abbastanza coperto, non attaccarlo sempre alla tetta, non prenderlo in braccio così spesso, prendilo in braccio che piange…e questo è solo l’incipit ovviamente. Perché passata la fase “neonato e come farlo sopravvivere a questa madre inesperta”, arriva la fase “l’educazione e come trovarla solo ed esclusivamente a casa dei nonni”; sì, perché poi, se arriva il momento del rientro al lavoro, i nonni rappresentano, nella maggior parte dei casi, un aiuto importante, in effetti, ma anche una prova di forza che Dio, Allah, Buddha, Zeus o il Fato mette sulla nostra strada.

Nonni…calma e sangue freddo

E con ogni probabilità avremo anche l’onore di assistere ad una vera magia: la trasformazione di un essere umano da detentore del premio come miglior lanciatore di ciabatte e voce con decibel potenziati, a dolce e mite elfo dei boschi con una fastidiosa propensione ad esaudire ogni desiderio, come il genio della lampada di Aladino.

Solo che i desideri non sono tre ma all’incirca tremilatrecento. Al secondo. E provengono tutti da quei dolcissimi, furbissimi, dispensatori di baci e abbracci a tradimento, dei nostri figli.

Un esempio? I regali.

Nonni…calma e sangue freddo

Da figlia li ricevevo solo al compleanno e Natale se andava bene. Ai nipoti basta un “nonna c’è una nuova pubblicità del…” e la nonna, incurante delle rimostranze della loro diretta prole, si precipita con la velocità di una gazzella rincorsa dal leone a comprare il tanto desiderato gioco. Che la settimana successiva verrà sostituito con un altro ovviamente. Sospetto che i negozi di giocattoli tengano aperto solo grazie ai nonni.

Altro esempio? Le richieste culinarie. Da figlia dovevo mangiare quello che c’era e punto. I nipoti possono chiedere le lasagne con il gelato e il panettone ad agosto che vuoi non accontentarli?! Povere stelle dai… E questa è la parte simpatica. Perché poi certamente arriva la parte più seria e meno gioiosa, fatta di regole imposte e puntualmente infrante, di modelli educativi che si scontrano, di invadenza mascherata da aiuto, di paletti imposti continuamente e prediche infinite a ruoli invertiti… bisognerà insomma venire a patti ogni giorno con chi ci ha cresciuto e amato sopra ogni cosa.

E qui sta il punto.

Perché, ricordiamoci, che la mano che ora ci aiuta ma che ci fa anche arrabbiare tanto, è la stessa che ci ha accarezzato e curato e sorretto durante il difficile percorso che è la vita, e che ora si trova in ruolo più facile, se vogliamo, ma nuovo e tutto da imparare; devono apprendere anche loro come rapportarsi con i loro figli, aiutandoli ma senza sconfinare in un ruolo che non hanno; devono rispettare regole e dettami di comportamento che magari non approvano; devono riscoprire la loro voglia di giocare ma senza esagerare; devono anche ricominciare con i compiti di scuola a volte! Non deve essere semplice ..quindi se regalano un gioco in più, pazienza … magari lo possono tenere a casa loro; se danno un dolce in più a tavola, vorrà dire che a casa si mangerà un po’ di verdura o frutta in più…se dai nonni i bimbi possono saltare sul divano e a casa nostra è vietatissimo, lo si insegna al bimbo che è piccolo ma se gli spieghi le differenze tra le regole delle due case le capisce, mica è stupido … pensiamo a chi i nonni non li ha, o li ha ma non sono di nessun aiuto; non tutti hanno la fortuna di averli o di averli disponibili.

E se ogni tanto ci viene voglia di spiegarci … diciamo … animatamente, dopo esserci assicurati tassativamente che i bimbi non sentano assolutamente nulla e dopo aver tolto tutti i piatti e i bicchieri, così per scrupolo…beh!… Facciamolo magari. Meglio sempre spiegarsi con calma ma a volte succede che i toni si accendano, inutile negarlo; cerchiamo però che siano litigate costruttive….Che dopo la burrasca torni il sereno, insomma.

Nonni…calma e sangue freddo

 

I nostri bimbi cresceranno e porteranno sempre con loro, marchiati nel cuore e impressi nella mente, i momenti trascorsi con i nonni e quando non ci saranno più, apriranno un cassetto della loro memoria e ci chiuderanno dentro tutte le risate, le storie, i loro visi, le loro rughe, e i profumi legati a loro… e poi ogni tanto lo riapriranno quel cassetto…forse attingendone aiuto nei momenti tristi e difficili o forse solo per ricordarsi di quando si era bambini e spensierati…e poi mi dico che anche io un giorno forse sarò nonna e sarò…sarò…beh, in realtà non lo so come sarò ma spero che il connubio tra buon senso e follia la farà da padrone. Con qualche episodio di anarchia, s’intende.

                                                                                                                                                   Erica

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