Mamme in lockdown: sopravvivere alla didattica on line

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Mamme in lockdown: sopravvivere alla didattica on line

Ebbene, la bella stagione è finalmente arrivata e con essa anche la fine della scuola.

Ma ho una domanda che mi frulla in testa: come diavolo fanno le maestre a gestire una intera classe di ragazzini? Rimanendo sane di mente intendo.

Ho consumato tutta la mia bile nel mio doppio ruolo di madre e di insegnante e, per amore di verità, devo dire che faccio abbastanza schifo come dispensatrice di conoscenza. Ho passato mesi in compagnia di una pressione costante, che non mi abbandonava mai nemmeno di notte, quando Morfeo, invece di cullarmi quel maleducato, mi ripeteva le tabelline, frazioni, analisi grammaticale e altri simpatici argomenti similari.

Un incubo.

La mattina era un cataclisma.

Svegliare i figli equivaleva ad inventare una minaccia di morte nuova ogni giorno…Certo… poi erano pieni di voglia di fare. Fare tutto ma non lezione ovviamente.

Mamme in lockdown: sopravvivere alla didattica on line

Mia figlia faceva la caccia al tesoro. Nascondeva la capacità di tenere in mano una penna, o di saper leggere, o di saper ascoltare, così bene, che a volte non la trovava per tutto il giorno. Alle forze dell’ordine serve un negoziatore? Una mamma qualsiasi che ha affrontato la didattica on line andrà benone. Un’operazione di matematica fatta con ordine, in cambio di un succo di frutta o una pagina studiata per bene, in cambio delle patatine fritte a pranzo.

Ho fatto cose che voi umani non potete immaginare, mi verrebbe da dire. Mi trasformavo dall’essere una madre amorevole e comprensiva, propositiva e positiva, nella cugina acida e spietata della signorina Rottenmeier, in un battito di mani. Avete mai sentito il detto” Anche la pazienza ha un limite”? Di certo è stato inventato da una mamma che stava insegnando ai figli. Poi, quando finalmente la penna era presa, il foglio pronto, il libro aperto e gli occhi puntati, arrivavano le richieste di aiuto:

“Mamma mi spieghi cos’è ifa in scienze?”……….

“Mamma mi fai un esempio di parola collettiva?”……….

“Mamma di aiuti a capire le frazioni e i decimali?”……….

Sentitevi libere di scrivere le risposte al posto dei puntini.

Io mi ero creata una frase standard, manco dovessi affrontare un colloquio di lavoro. “Guarda la lezione registrata o il libro e troverai la risposta”. Solo per renderla indipendente e non perché io non sapessi assolutamente la soluzione.

Ci mancherebbe.

Ma vogliamo parlare della maestosità e della bellezza delle slide registrate? Almeno i mostriciattoli erano impegnati e indipendenti e tu potevi respirare e pregare che il Dio della Misericordia ti illuminasse la strada verso il sapere, senza dover cercare su Google quasi ogni cosa che ti venisse sottoposta. Google… amico mio!

Ma il podio per il momento migliore della giornata lo conquistava l’inizio della lezione on line, che ogni benedetta volta si apriva così:

“Maestra mi senti? Mi vedi? Non ti sento ma ti vedo. Ti vedo ma non sento. Non sento e non vedo. Accendi il microfono. Accendi la videocamera. Uscite e rientrate dal link che vi invio.”

Mamme in lockdown: sopravvivere alla didattica on line

Dopo circa 15/20 minuti, se andava bene, eccoci tutti belli connessi! Wow! Finalmente! E da lì in poi mantenere alta la concentrazione era facile facile…con la mamma nascosta dietro ad un armadio, che guardava i bambini come un condor guarda la preda, pronta ad intervenire con uno sguardo da “arma di distruzione di massa” al primo cedimento.

Ma c’era una cosa che non poteva mancare mai nel tuo telefono: Gruppo WhatsApp.

Quell’abisso, che, come i fondali marini, tu vorresti conoscere ed esplorare fino in fondo ma sai che è troppo pericoloso e pieno di insidie… e tu lo sai che è indispensabile ma cionondimeno avresti voglia di andare in giardino, scavare una buca a mani nude e seppellire lì il tuo smartphone. Anche lo scarico del bagno può andare. Arrivavano messaggi di continuo, tra compiti, spostamenti di orari, link, “la maestra ha detto quello..no..ha detto questo”, richieste di aiuto da mamme sull’orlo del precipizio, scorri in giù, scorri in su…dai un aiuto a chi vuoi tu!

Finalmente arrivava la sera, quando, la convinzione popolare dice che sia un momento di relax. Coccole sul divano, un bel libro o un bel film e poi letto.

Ebbene, posso affermare per esperienza che non era nemmeno lontanamente così. La sera era fatta per scattare foto dei compiti, capire a quale mail inviare, stampare le cose nuove per il giorno dopo, aprire ancora il gruppo di classe in cerca di conforto e contare i giorni che separavano dalla fine di tutto questo. Non mi mettevo a piangere solo per mantenere un certo contegno. Ho una reputazione in fondo, che diamine!

In molti momenti avrei solo voluto abbracciare una maestra forte forte… molto forte… solo per tenerla con me per diciamo. Un paio di mesetti…ma purtroppo il reato di sequestro di persona esiste…

Alla fine comunque i giorni sono passati ed ora ci si può rilassare un po’…le lezioni sono sparite, cedendo il passo ai giochi. Il clima è ormai estivo e si può ricominciare ad uscire, con cautela… la sera è tornata ad essere un momento di relax…ops.. è arrivato un messaggio sul gruppo di scuola, giusto un attimo fa, ma sarà di certo per un saluto… apro. Leggo…la salivazione azzerata….no! I compiti per le vacanze!!

Erica

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