Mamme che lavorano e stress

una soluzione dallo Smart Working

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Mamme che lavorano e stress

Non credo sia un mistero che le mamme incorrano spesso in situazioni indubbiamente stressanti: la gestione dei figli, della famiglia, del lavoro fuori casa (per quelle che lo hanno ancora un lavoro dopo la maternità.. Ricordiamo che ben 170mila donne dal 2011 al 2017 hanno perso il lavoro per l’impossibilità di conciliarlo con la nuova condizione di madre!) e chi ne ha più ne metta, non è facile, mantenere un (sano) equilibrio mentale.

Recentemente i nostri amici di Sitly, hanno pubblicato, a pochi giorni dalla Festa della Donna, uno studio che ha visto la partecipazione di una nutrita platea di donne/mamme: dalla ricerca è emerso che il 72% delle mamme intervistate in Italia ammette che la conciliazione tra lavoro e famiglia è possibile, ma tutt’altro che semplice. Il 34% delle mamme coinvolte nella ricerca di Sitly ha ammesso -inoltre-di essere fortemente stressata.

Mamme che lavorano e stressAltri dati molto interessanti arrivano da uno studio effettuato da un’autorevole Istituto inglese che si occupa di studi sociali, Undestanding Society, intitolato proprio ”Le mamme che lavorano sono più stressate” (documento originale qui: “Working mothers are more stressed”) che rileva un dato che alla fine non stupisce nessuno: le donne che combinano lavoro e maternità sono più stressate del 18% rispetto alle donne senza figli  e salgono al 40% in più se hanno due figli.

L’osservazione, condotta dalle Università di Manchester e dell’Essex hanno esaminato i dati biologici di 6.025 donne che partecipano alla Understanding Society: in particolare sono stati presi in esame dei “bio-marcatori” nel sangue del campione, dimostrando che il carico allostatico (che misura lo stress generale sul corpo) nelle donne madri e lavoratrici a tempo pieno era più elevato del 18% per le donne che avevano un figlio rispetto alle donne senza figli ; le donne con due figli e lavoro a tempo pieno invece registravano bio-marcatori dello stress superiori del 40% rispetto alle donne senza figli.

I ricercatori hanno successivamente esaminato gli impatti del lavoro flessibile o lavoro agile (smart working) unito al lavoro domestico  e hanno scoperto che, sui livelli di stress, a fare la più marcata differenza è stata la riduzione dell’orario di lavoro.

Michaela Benzeval, ricercatrice e direttrice della Understanding Society, ha dichiarato:

Le pratiche di lavoro flessibili hanno lo scopo di consentire ai dipendenti di raggiungere un equilibrio tra lavoro e vita privata più soddisfacente, il che dovrebbe ridurre i conflitti tra lavoro e famiglia. L’uso di tali accordi di lavoro flessibili a ore ridotte sembrava moderare alcune delle associazioni dei fattori di stress familiari e del lavoro, ma non vi erano prove che gli accordi di lavoro in modalità flessibile o flessibile fossero associati a risposte croniche più basse.

Per tornare all’indagine lanciata da Sitly, non possiamo non porre l’attenzione su un altro fenomeno molto importante e quasi “sommerso”:  il cosiddetto ‘fertility gap’, cioè la differenza tra quanti figli una madre desidererebbe avere e quanti figli ha effettivamente; a far aumentare questo indice concorrono la disoccupazione, il grado di istruzione, ma soprattutto la difficoltà nel conciliare impegni familiari con la professione. Ne emerge uno scenario sconfortante:  le donne italiane vorrebbero quasi 2,1 figli a testa ma ne hanno 1,4 (ricerca Beaujouan/Berghammer).

Viene naturale pensare a quanto la tematica dello stress da lavoro-correlato torni prepotentemente all’attenzione dell’opinione pubblica, in modo particolare quando si parla di madri, donne e lavoratrici.

Non è un caso, quindi, che l’80% delle mamme intervistate da Sitly ritenga che la flessibilità dell’orario di lavoro (cioè il ricorso allo smart working ) potrebbe essere il primo aiuto contro il loro stress.

I vantaggi dello smart working  sono moltissimi: risparmio di tempo nel tragitto casa/ufficio, diminuzione delle  spese per i pasti fuori e per il carburate, maggiore possibilità di organizzare impegni familiari e /o commissioni; tutto questo, lato Azienda, ha delle ricadute positive sulla produttività dei lavoratori.

Eurostat registra che nel 2018 il 5.2% degli occupati all’interno dell’UE di età compresa tra i 15 e i 64 anni ha lavorato da casa: in particolare, Olanda e Finlandia, con il 14% dei lavoratori che trasformano la casa in ufficio, sono i primi della lista, seguono Lussemburgo e Austria. L’Italia è, invece, sotto la media, con il 3,6%, così come la Slovacchia e la Repubblica Ceca.

Quali sono le aziende che più di tutte offrono la possibilità di lavorare in modalità smart working?

FlexJobs,  società americana che si occupa di annunci di lavoro di questo genere, ha elaborato una classifica su un totale di 47.000 società che hanno offerto il maggior numero di annunci di lavoro in modalità smart nel mondo ed emerso che i settori più interessati al lavoro flessibile sono quelli: informaticotecnologico e finanziario, ma anche le professioni legate al mondo dell’informazione, giornali compresi.

Tra le altre aziende che fanno parte della lista stilata da FlexJobs, troviamo molti nomi noti, come: Amazon, Xerox, Dell, Ibm, Salesforce, Sap, Nielsen, Aon, Adobe, McKesson Corporation, American Express, Motorola, Citizens Bank, Lenovo e JP Morgan.

 

Mamme che lavorano e stress

 

Se è vero che, da una parte, il ricorso allo smart working  sta crescendo nelle Aziende (+20% nell’ultimo anno), dobbiamo ricordare che non è applicabile a tutti i settori.

Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, è importante tenere in considerazione almeno tre variabili per valutare la fattibilità dello smart working  nel proprio organico: la dotazione tecnologica, la predisposizione delle persone e le caratteristiche dei compiti affidati in Azienda.

In caso di disequilibrio tra questi elementi, infatti, il rischio è che il lavoro flessibile non sia praticabile, o che comunque ne risenta la produttività.

 

 

 

 

 

 

Qui la ricerca completa del Politecnico di Milano.

Mamme che lavorano e stress

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