mamma ritorna al lavoro: nonni, baby-sitter o nido?

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mamma ritorna al lavoro: nonni, baby-sitter o nido?

Quando la neo-mamma si trova ad affrontare il tema del rientro al lavoro dopo la maternità, la sua mente è carica di pensieri e di confusione riguardo all’affidamento del suo bambino e affronta con angoscia le lunghe ore del distacco.
La mamma, che fino a quel momento ha accudito in esclusiva il pargoletto assaporando la magia della quotidiana scoperta di una nuova vita, prova sempre una forte frustrazione nel lasciare il figlio alla cura di altri, sia che il bimbo vada all’asilo nido, o che si scelga la baby-sitter o l’aiuto dei nonni.
Per prima cosa, ogni mamma deve riuscire a vincere i suoi sensi di colpa, l’ansia del distacco e i rimorsi, sentimenti del tutto naturali.
Già in una famiglia costituita da entrambe le figure genitoriali il dilemma è fonte di accesi dibattiti e la preferenza per una soluzione o un’altra non è mai semplice o scontata, ma per una mamma single questo nodo può diventare una matassa difficile da dipanare e tante sono le perplessità che la tormentano nel tentativo di trovare la “cosa migliore da fare”.

Prima possibilità: i nonni.

Ritorno al lavoro: nonni, baby-sitter o nido?

Dobbiamo ammettere di essere molto fortunate se possiamo contare sul supporto di nonni disponibili e abbastanza attivi per prendersi cura di un bimbo piccolo; i nonni sono gratis (punto non trascurabile per la nostra mamma che combatte per arrivare a fine mese con il +), non hanno orari rigidi e sono disponibili anche “a chiamata”, in più sono una figura familiare affettuosa, offrono un contesto protetto e garantiscono un rapporto uno ad uno, il che, dicono gli esperti è ciò che sarebbe consigliato per i piccolini fino ai 12-18 mesi. Di contro, il bambino affidato alle cure dei nonni ha meno possibilità di interagire con i coetanei rispetto a chi frequenta il nido e poi i nonni – si sa- tendono a “viziare” i nipotini e spesso le indicazioni dei genitori (cibo, riposini, ad esempio) non vengono rispettate e l’impronta educativa dei genitori viene poco considerata.

Seconda possibilità: Tata o Baby-Sitter

La baby-sitter, di norma, è più discreta dei nonni e rispetta le indicazioni fornite dal genitore, è meno incline a viziare il bimbo, annulla gli spostamenti perché si presenta direttamente a casa e ottimizza così i tempi della famiglia.
Ovviamente è chiaro che la scelta debba ricadere su una persona competente, affidabile e amorevole . L’importante è assicurarsi –e poi sperare! – che la nostra tata non ci “molli” in mezzo ai guai all’improvviso perché ha trovato un impiego più vantaggioso…Attenzione, quindi, a chi ha preso questa attività lavorativa (perché di ciò si tratta) solo come ripiego momentaneo in attesa di tempi migliori.
I costi elevati (per la qualità e la professionalità, si sa, si paga!) sono un aspetto da temere in conto nel bilancio del budget familiare.
Ma trovata la nostra Mary Poppins basta solo dare il tempo al piccolo di affezionarsi a questa nuova figura e di legarsi a lei.

Terza possibilità: Tagesmutter
Da qualche tempo si è diffuso anche in Italia il Tagesmutter (dal tedesco ‘mamme di giorno’), un servizio che – nato nei Paesi del nord Europa – si è fatto conoscere anche da noi a partire dal 2004.
In parole povere, è una via di mezzo tra un nido e una tata, e generalmente è costituito da una mamma che ospita nella sua casa un ristretto gruppo di bambini (di solito intorno a 5), compresi i propri figli quando presenti.
Per diventare Tagesmutter bisogna formarsi con un corso ah hoc –circa 250 ore– cRitorno al lavoro: i nonni, la tata o il nido?on tirocinio e attestato finale.
I vantaggi di questa scelta sono numerosi: la casa che accoglierà i bambini è dotata di arredi adeguati ed è assolutamente sicura, l’ambiente è un micro gruppo di bimbi ed è probabile una minore diffusione di malattie, in più gli orari sono molto flessibili per venire incontro alle esigenze delle famiglie.
Di contro, dobbiamo tenere conto anche qui dei costi, come nel caso della tata, che non sono irrisori e anche della limitata diffusione di questo servizio innovativo maggiormente presente nelle grandi città.
Per la mia esperienza personale, posso testimoniare che nel mio caso, rientro al lavoro molto precoce con bambino piccolissimo, la scelta del della Tagesmutter è stata vincente ed ha rappresentato una soluzione molto valida ed adeguata alle mie esigenze.

 

Quarta possibilità: Asilo nido

Questa soluzione spacca a metà l’opinione pubblica. È chiaro che il nido assicuri un ambiente adatto all’età e che sia esattamente a misura di bambino, il che significa che il nostro pargolo ha la facoltà di esplorare liberamente lo spazio attorno a sé e possa trovare molti stimoli senza correre pericoli, il tutto sotto l’occhio di educatrici con conoscenze e competenze adeguate per occuparsi dei bambini al meglio. Frequentare un asilo nido, inoltre, abitua alla vita comunitaria (anche se prima dei 18/20 mesi la socialità come la intendiamo noi non è sviluppata), a seguire routine e regole, prepara alla scuola d’infanzia. Come nota negativa tutti sanno che la frequenza del nido, soprattutto nel primo anno, quanto esponga i bimbi a frequenti malattie e la mamma è di fatto obbligata a trovare altre soluzioni per far fronte a questa necessità (tata aggiuntiva=altro salasso!).Ritorno al lavoro: i nonni, la tata o il nido?

Per concludere possiamo dire che non esiste una soluzione ideale, risolutiva ed assoluta: la scelta migliore sarà quella che permetterà alla mamma di tornare al lavoro tranquilla, così che possa trasmettere la stessa serenità al suo bambino.

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                   Valentina

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