LO SCHEMA CORPOREO

LO SCHEMA CORPOREO

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LO SCHEMA CORPOREO

La rappresentazione del proprio corpo e della sua interazione con l’ambiente è un prerequisito fondamentale per il sistema nervoso nella pianificazione, nell’esecuzione e nell’orientamento dei movimenti nello spazio; ogni cambiamento motorio implica una rielaborazione di sé. In questo modo si definisce lo SCHEMA CORPOREO: struttura dinamica che, attraverso l’integrazione di informazioni esterocettive e propriocettive, fornisce la conoscenza del proprio corpo e delle sue posizioni all’interno dello spazio. Nella Neuropsicomotricità, il corpo è definito come il luogo privilegiato della conoscenza e dello sviluppo dell’io.

Il precursore della psicomotricità, Le Boulch, afferma che la costruzione dell’immagine motoria avviene gradualmente seguendo specifiche tappe dello sviluppo che dipendono dalla maturazione e dall’esperienza relazionale:

-Corpo Subito. E’ la prima tappa di sviluppo che si manifesta nel bambino dai 0 ai 3 mesi di vita nella quale la motricità risulta riflessa e dipende totalmente dalla madre.

-Corpo Vissuto. E’ la tappa che va dai 3 mesi ai 3 anni ed è caratterizzata dall’esplorazione del proprio corpo e quello della madre per cui si ha l’inizio del processo di differenziazione tra sé e l’altro. La percezione del corpo è in stretto contatto con l’acquisizione del movimento e delle posture. Qui, infatti il bambino, conquista diverse posizioni ed inizia ad eseguire diversi passaggi posturali (passa dalla posizione supina , prona, seduta, carponi, in ginocchio, in piedi). Inoltre inizia a riconoscere e a distinguere le principali parti del corpo (testa, occhi, naso, bocca, capelli, braccia, gambe, ecc.)

-Corpo Percepito. Terza tappa che comprende i bambini dai 4ai 6 anni, nella quale il bambino avvia un processo di interiorizzazione sulla percezione del proprio corpo e sulle singole parti osservando un maggior controllo posturale e una maggiore efficienza e qualità nelle attività prassiche. Si instaura nel bambino una maggiore consapevolezza spaziale dovuta all’affermazione della dominanza laterale.

-Corpo Rappresentato. Ultima tappa dello sviluppo tra i 7-12 anni in cui si acquista la percezione tridimensionale del corpo che diventa punto di riferimento per l’orientamento e la strutturazione spaziale. I movimenti divengono più coordinati e fini. Il bambino sviluppa la rappresentazione mentale e il pensiero logico.Lo schema corporeo

Il Movimento, che è in costante relazione con il corpo, è definito l’espressione della conoscenza realizzata dall’interazione con il mondo. Permette di conoscere, di interagire con l’ambiente esterno ed acquisire informazioni sviluppando insieme le abilità cognitive attraverso un rapporto circolare: “se il movimento serve per conoscere è altrettanto vero che i processi cognitivi servono a modificare il movimento”(C. Perfetti).
Dunque, il corpo è considerato come l’elaboratore di informazioni attraverso le esperienze tattili, visive, acustiche, pressorie e motorie; ed è in stretta correlazione con la costruzione delle abilità visuo-spaziali.

Un bambino che percepisce in maniera distorta il proprio corpo sarà anche incapace di percepire gli oggetti, i rapporti spazio-temporali su di sé e con l’ambiente esterno, può presentare goffagine, disturbi di coordinazione ed imprecisione dei movimenti. Inoltre possono presentarsi delle difficoltà nella lettura, nella scrittura e nell’apprendimento di numeri e di calcolo. Questa difficoltà di percepire lo schema corporeo può provocare nel bambino una difficoltà emotivo-psicologica causando maggiore insicurezza, senso di frustrazione e scarsa autostima.

Per prevenire tali disturbi e per favorire lo sviluppo dello schema corporeo si lavora sulle seguenti competenze:

Riconoscimento e discriminazione delle parti del corpo
Conoscenza ed Interiorizzazione dei concetti topologici e temporali
Esplorazione finalizzata dell’ambiente
Equilibrio statico e dinamico
Percezione spaziale: conoscenza delle coordinate spaziali del proprio corpo e conoscenza delle coordinate dello spazio circostante
Orientamento spaziale e propriocezione del corpo
Lateralità: conoscenza della dx-sn su se stesso e sull’altro,
Rappresentazione e pianificazione mentale del proprio corpo nello spazio
Arousal e Attenzione selettiva agli stimoli ambientali

In conclusione, la percezione, la conoscenza e la rappresentazione determinano la costruzione dello schema corporeo. Infatti lo schema corporeo non è una capacità innata ma, anzi, acquisita progressivamente con lo sviluppo. Attraverso le esperienze da più canali sensoriali, il bambino riesce a porre le basi per la conoscenza e l’apprendimento.

Dott.ssa Livia Mele e Dott. Francesco Versace

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