L’esercizio del diritto di visita ai tempi del Coronavirus: buon senso e responsabilità.

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L’esercizio del diritto di visita ai tempi del Coronavirus: buon senso e responsabilità.

In seguito all’emanazione dei d.P.C.M. dell’8 e del 9 marzo 2020 molti genitori si sono interrogati sulla legittimità degli spostamenti finalizzati all’esercizio del diritto-dovere di visita in base ai provvedimenti adottati in sede di separazione e di divorzio.

A distanza di pochi giorni il Governo ha chiarito espressamente sul proprio sito, all’interno della sezione Faq, che “Gli spostamenti per raggiungere i figli presso l’altro genitore o presso l’affidatario sono sempre consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio.”

Con l’aggravarsi della situazione emergenziale il Governo ha assunto una posizione sempre più intransigente tanto da stabilire nuove restrizioni alla libertà di circolazione al fine di proteggere la salute dei cittadini e contenere la diffusione del virus.

Il d.P.C.M. del 22 marzo scorso prima e l’ordinanza dei Ministri della Salute e dell’Interno poi hanno previsto il divieto di spostamento di persone in Comune diversi da quello in cui ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, assoluta urgenza o motivi di salute.

Conseguentemente sono state integrate anche le Faq, specificando che “Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche da un Comune all’altro. Tali spostamenti dovranno avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse, etc..), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori”.

Ciò trova conferma anche negli ultimi moduli di autodichiarazione in cui è testualmente riportato, tra le motivazioni dello spostamento, il riferimento agli “obblighi di affidamento dei minori”.

A fronte di tali restrizioni i genitori separati sono stati costretti a “riorganizzarsi” al fine di tutelare sia il preminente diritto alla salute dei figli, che durante gli spostamenti potrebbero essere esposti al contagio ed essere a loro volta veicolo di trasmissione del virus, sia il diritto che i figli stessi hanno di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori.

L’esercizio del diritto di visita ai tempi del Coronavirus: buon senso e responsabilità.

Un punto deve essere chiaro: le norme emergenziali introdotte dal Governo per limitare gli spostamenti, diventate nel tempo sempre più stringenti, non vietano la frequentazione dei figli minori da parte del genitore separato non convivente.

E’ opportuno precisare, tuttavia, che non esiste una regola valida per tutte le famiglie separate. Ogni famiglia è a sé e, pertanto, anche le decisioni adottate possono essere differenti perché condizionate da vari fattori.

Buona parte dei genitori è giunta, spesso faticosamente, a trovare un accordo sulla regolamentazione dei tempi di frequentazione dei figli nel rispetto delle limitazioni necessarie a tutela della loro salute.

L’adozione di una linea comune nella gestione della prole ha portato le coppie a trovare soluzioni anche creative. Ad esempio, alcuni genitori hanno optato per periodi di permanenza più lunghi presso ciascuno di essi onde evitare molteplici e ravvicinati spostamenti dei figli, altri genitori invece hanno scelto di tornare a coabitare per la durata dell’emergenza nell’esclusivo interesse dei figli. Il buon senso e la prudenza ha spinto poi alcune coppie separate ad optare per la sospensione delle visite. Si pensi ad esempio a quelle coppie in cui uno dei due genitori (o meglio, il genitore non collocatario) sia particolarmente esposto al rischio di contagio in ragione dell’attività lavorativa espletata (ad es. infermiere) oppure per motivi di salute particolari o perché convivente con soggetti vulnerabili (ad es. i nonni) oppure, ancora, perché sintomatico.

La tecnologia, per queste coppie, ha svolto un ruolo fondamentale ampliando le modalità attraverso le quali si può esercitare l’affidamento condiviso.

Difatti genitori e figli distanti, attraverso le diverse piattaforme digitali, hanno potuto straordinariamente mantenere vivo e intenso il loro legame.

La merenda, la preparazione di una torta o la lettura di una favola prima della nanna sono diventati veri e propri rituali che di questi tempi figli e genitori stanno condividendo con gioia nonostante la lontananza.

Sicuramente gli incontri virtuali non possono sostituire un abbraccio, una carezza, una passeggiata insieme ma comunque consentono di trascorrere del tempo con i propri figli rassicurandoli, dando loro quella certezza e quella stabilità affettiva di cui hanno bisogno.

Insomma, tutti esempi certamente virtuosi di genitorialità.

Diversamente, quando la coppia separata vive nella conflittualità, assumere decisioni in merito alla frequentazione dei figli risulta molto difficile, specialmente in una fase emergenziale come quella che tutti stiamo vivendo.

La parola chiave è “collaborazione”.

Onde evitare di ricorrere al Giudice rimettendo la decisione circa una nuova, seppur provvisoria, regolamentazione dei tempi di permanenza presso l’altro genitore, mai come in questo momento è auspicabile che la coppia ripristini il dialogo, l’ascolto empatico e la fiducia verso l’altro.

I genitori sono, quindi, chiamati ad adoperarsi a cooperare al fine di raggiungere un accordo equilibrato che favorisca il diritto del figlio alla bigenitorialità nel rispetto delle norme emergenziali.

Il buon senso e la responsabilità deve ispirare non solo i genitori ma anche i professionisti (legali specializzati o mediatori) ai quali costoro si rivolgono per un aiuto.

Qualunque decisione verrà adottata, purché frutto di dialogo e confronto costruttivo, sarà comunque un grande esempio di responsabilità genitoriale.

 

Avv. Gaia de Padua

L’esercizio del diritto di visita ai tempi del Coronavirus: buon senso e responsabilità.

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