Le straordinarie capacità del bambino in utero

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Le straordinarie capacità del bambino in utero

a cura della Dott.ssa Giada Meo OSTETRICA
La conoscenza, le esperienze, le nostre emozioni iniziano nella vita intrauterina. Giorno dopo giorno il feto acquisisce una serie di competenze che gli permettono di interagire con l’ambiente che lo circonda.
Già a partire dall’ottava settimana di gestazione inizia a svilupparsi il tatto; i primi recettori sensoriali compaiono in prossimità della bocca: è questa la prima zona sensibile del feto. Non a caso è molto frequente vedere nelle ecografie il bambino che si porta le mani alla bocca. Nelle settimane a seguire i recettori compariranno su viso, mani e piedi ed entro la ventottesima settimana di gestazione su tutto il resto del corpo.
Le papille gustative invece maturano nel secondo trimestre di gravidanza, così come l’olfatto; questo permette al feto di percepire il sapore del liquido amniotico e il suo odore, che cambia a seconda di quello che mangia la sua mamma. Dopo la nascita perderemo quest’ultima capacità e non saremo più in grado di distinguere gli odori se immersi sott’acqua.
Tra la ventesima e la trentesima settimana di gestazione si affina l’udito, già precedentemente sviluppato ma non in maniera completa. Il feto è immerso in un universo sonoro, costantemente viene cullato dal suono del battito cardiaco della mamma, dalla sua voce, dal rumore dei suoi polmoni che respirano anche per lui, dai gorgoglii degli organi addominali. Sente le voci delle persone che si avvicinano al pancione, sente i rumori esterni e tutto questo lo fa sentire vivo e lo prepara in modo molto graduale alla vita extrauterina.
La vista è l’ultimo senso a svilupparsi; a partire dalla ventiseiesima settimana di gravidanza il feto percepisce la luce come una leggera nube dorata che filtra nel pancione, soprattutto quando la mamma si espone al sole, distinguendola dal buio. Alla nascita è in grado di vedere abbastanza nitidamente fino ad una distanza di 20 cm, cioè la distanza che intercorre tra i suoi occhi e il volto della persona che lo tiene in braccio. Ci vorranno mesi prima che la vista sia paragonabile a quella dell’adulto.
Il bambino in utero è competente e con il passare del tempo sempre di più interagirà con noi. Bisogna ascoltarlo, valorizzarlo, coinvolgerlo. Parlate al vostro bambino, toccatelo, cercate di stabilire un legame con lui già da dentro il pancione. Non lo vedete ancora ma è proprio lì, pronto a conoscervi.
OSTETRICA Giada Meo

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