Le figuracce delle mamme

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Le figuracce delle mamme

Sono una mamma che ha un contratto di comodato gratuito. Come tutte d’altronde. Come dite? Non avete nessun contratto? Scritto no, ma quando partorisci ne stipuli uno in automatico con le figuracce che immancabilmente farai a causa del tuo bimbo. A ben guardare, si inizia quando ancora incinta la tua vescica viene schiacciata senza pietà e devi fare la pipì in ogni dove .. sei in fila al panificio? Un etto di cotto e un bagno per favore…sei in banca davanti al cassiere? Posso prelevare e avere la chiave del bagno per favore? Per non parlare del treno o bus…che ve lo dico a fare ..maledette vibrazioni! Se potete evitateli come la peste, fidatevi.

Il tempo poi incalza e la tua pancia diventa ingombrante e, mentre il famoso “battito d’ali di farfalla” si trasforma in un “calcio sulle vertebre di un canguro impazzito ”, non sai più come sederti o camminare senza sembrare un lottatore di sumo e non vedi l’ora di partorire, così la tua dignità sarà salva. E inizierà. Cosa, lo capirai. Aspetta solo che il pupo inizi a parlare. Uh se lo capirai!

Prima uscita

Arriva per tutte la prima uscita al ristorante. Mio Dio. Il primo momento felice, è quando nel bel mezzo dell’ordine al cameriere, ecco l’urlo con beneficio: “Mammina mi scappa la cacca!” E dico urlo perché la capacità di dire certe cose a voce bassa non fa parte del dna infantile, e beneficio perché tutti i presenti con il boccone in bocca, “beneficeranno” di questa nozione. Così si va in bagno, dove ovviamente, la prole, ti spiegherà per bene, quantità e qualità del suo prodotto interno lordo, sempre facendosi sentire anche dai bagni vicini, sia mai che qualcuno possa sentirsi escluso eh…si procede poi con il momento dello sport. E qui per l’esattezza ci saranno due scelte: correre ovunque, tra gli sguardi allarmati dei camerieri, o urlare come un indemoniato perché non può correre ovunque, tra gli sguardi riconoscenti dei camerieri. Ad ogni modo, se a fine serata, ti riproporrai di non andare più a cena fuori per circa 9/10 anni, tutti capiranno.

Meglio dirottarci su una passeggiata semplice semplice, dove si possano comunque incontrare persone e avere un minimo di vita sociale. Certo, bisogna sperare di non incrociare il nostro cammino con chi magari non è propriamente nelle nostre simpatie, perché, ed è una certezza, il nostro amato troll, avrà assorbito il nome, detto per sbaglio in casa, a voce bassissima dietro una porta antipanico, ma lui l’avrà sentito. Sono sentinelle i bambini. E’ un fatto. E così, al nostro “Ciao xxxx”potrebbe seguire un simpaticissimo “mamma ma non era quella signora che ti stava antipatica?” “ma no amore mio ti stai sbagliando “ “no no mamy, hai detto proprio che ti sta sulle pal.. ”. Ecco perché nelle borse delle mamme ci sono sempre caramelle e merendine varie ..servono per ficcare in bocca qualcosa al nostro amoruccio così da farlo tacere.

Ma magari andrà meglio se verrete invitati a casa da amici. Magari a cena. Magari no. Perché la spietata sincerità dei bimbi, verrà a cena con voi e quindi alla prima pietanza di poco gradimento, il commento sarà impietoso: “FA SCHIFO!”. E tu, dopo esserti quasi strozzata, cercherai riparo: “Ma no amore, forse hai poca fame stasera e comunque il cibo non fa mai schifo” “Ma a me fa schifo, anche più di quello che fai tu di solito ”. Punto. E tu vorrai accartocciarti come un sacchetto della spesa dalla vergogna. A fine serata starai già pensando a quale regalo di compleanno fare alla tua amica per farti perdonare. Magari un corso di cucina per entrambe.

Attenzione

Un minimo di attenzione, occorre anche se ci si siede anche in un locale, per riposarsi e dissetarsi un po’. Quante volte avremo già insegnato che non si indica? Trecentredicimilavolte almeno. Ma i nostri pargoli avranno avuto la mente in fila al parco giochi, finché noi parlavamo, altrimenti non si spiega quel ditino puntato, dritto dritto, verso il malcapitato di turno, accompagnato dalla vocina: “Mammina guarda quella signora, ha i baffi! “ “ Ma cosa dici amore della mammina tua, abbassa il dito e poi ti starai sbagliando”“ No mammina, sono proprio come i tuoi prima che te li tagli!”. Il tutto detto con due tonalità di voce sopra. Oblio. Subito.

Ma una cosa vi voglio dire; se passate lo scoglio del supermercato poi la strada è tutta in discesa. Perché non c’è bambino al mondo che non abbia fatto, almeno una volta, un capriccio record al grido di “voglio quella cosa”, seguito da un “no”, e per record intendo con tanto di isterismo con sfracellamento al suolo, battito di braccia di e gambe, che se fosse in mare arriverebbe in Croazia in pochissimo tempo, moccio al naso e colorito rossastro. Ma la cosa peggiore è che ti arriverà sempre e dico sempre, una qualche signora anziana che si avvicinerà alla tua persona, già abbastanza provata ed in attesa che lo spirito guida ti aiuti, e si azzarderà a pronunciare una sola parola: poverino. E tu a quel punto, assumerai le sembianze di un incrocio tra Voldemort e Campanellino, pronta a lanciare sortilegi mefistofelici o a volare verso l’isola che non c’è. Alla ricerca della tua pazienza.

Ma la bellezza e la gioia di essere mamme, consentitemi,è anche fatta di questo….figuracce e figuroni…risate e…lacrimoni.

Erica Perazzani


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