La corretta nutrizione in gravidanza

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La corretta nutrizione in gravidanza

L’alimentazione durante la gravidanza non si discosta molto da quella degli altri periodi della vita della donna, benchè debba coprire anche i fabbisogni nutritivi del nascituro e garantire il regolare decorso della gravidanza stessa.

Quindi il detto mangiare per due deve trasformarsi in mangiare due volte meglio!

Ricordiamoci, che l’istinto materno ha inizio già dal momento in cui si pensa ad una gravidanza, e soprattutto dopo il concepimento la donna è portata a ricercare gli alimenti di cui necessita in quel momento attraverso il desiderio o il rifiuto di determinati alimenti, rimodulando i gusti , sapori ed odori.

Ora come mai la donna deve essere guidata all’ascoltarsi.

In gravidanza, secondo le Linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Ministero della Salute la donna dovrebbe:

  • Frazionare i pasti in 3 principali e 2/3 spuntini in modo da riuscire a nutrirsi correttamente senza soffrire il senso di sazietà precoce
  • Bere almeno 2 litri di acqua al giorno (di cui almeno 500 ml di acqua a elevato contenuto di calcio)
  • Prediligere alimenti freschi come frutta e verdura, lavati accuratamente, carni magri bene cotte, pesce fresco soprattutto azzurro, uova bene cote
  • Limitare il caffè, tea, sale e zuccheri
  • Non assumere alcolici
  • Prestare molta attenzione alle norme igieniche

 

Durante il primo trimestre, non è necessario aumentare di peso e modificare le quantità degli alimenti, basterà mantenere una dieta il più possibile varia ed equilibrata, con particolare attenzione qualità dell’alimentazione.

In ogni pasto devono essere presenti (e questo vale per tutta la gravidanza) verdure, carboidrati (pane, pasta, patate, riso) preferibilmente integrali e una quota proteica (latte, latticini, uova, carne, pesce o legumi).

Il periodo iniziale può essere caratterizzato da nausee, inappetenza e rifiuto di alcuni alimenti. Nei casi di maggiore inappetenza è opportuno sostituire all’alimento sgradito altri di pari valore nutritivo, e prevedere tanti piccoli pasti durante la giornata. Per esempio, se è la carne a non essere tollerata, si possono inserire il pesce, le uova, i formaggi, legumi associati a una piccola quota di carboidrati.

In gravidanza, inoltre, vengono preferiti gli alimenti ricchi di glucidi (pane, pasta, dolciumi), che oltre a provocare squilibri fra i vari nutrienti, a scapito di solito delle proteine, predispongono a notevoli incrementi di peso. E’ necessario quindi ridurre la quantità di zuccheri e preferire gli alimenti con carboidrati complessi (pane, pasta) integrali.

Dal momento della programmazione della gravidanza e per tutta la durata del primo trimestre di gravidanza è necessario provvedere ad una integrazione di acido folico per ridurre il rischio di spina bifida nel feto.

Dal secondo trimestre, si cominciano ad avere esigenze specifiche: il fabbisogno proteico aumenta gradatamente da 1 g a 1,5/2 g il giorno per chilo di peso corporeo. Le proteine sono, infatti, fondamentali ai di costruzione dei tessuti; con l’avanzare della gravidanza esse devono pertanto aumentare, visto che si sta “costruendo” un nuovo organismo. La stessa esigenza si presenta per i sali di calcio e fosforo necessari alla formazione dello scheletro e per il ferro indispensabile nella formazione dei globuli rossi del sangue. Una somministrazione inadeguata provocherebbe gravi carenze soprattutto alla madre (decalcificazione, anemie) perché il feto toglierebbe dalle sue riserve tutto quanto gli serve. Sarebbe per questo consigliabile l’assunzione di almeno 1 litro di acqua al giorno di acqua ricca di calcio.

In un’alimentazione varia, non si dovrebbe incorrere in carenze. Infatti il calcio e il fosforo sono presenti nel latte, nei latticini e nelle uova; il ferro è contenuto soprattutto nei legumi e nel tuorlo d’uovo, nonché nella frutta secca. E’ importante provvedere ad una adeguata introduzione di liquidi ed anche sali minerali, specie nei casi di iperemesi gravidica.

Il fabbisogno di vitamine aumenta, specie la A e la D in stretto rapporto all’aumentato fabbisogno di calcio e fosforo. La necessità di vitamine del gruppo B aumenta invece in relazione all’aumento dell’apporto calorico glucidico. Per quanto riguarda la forma di somministrazione delle vitamine, è preferibile assumerle per via normale, cioè tramite alimenti, anziché sotto forma di preparazioni farmaceutiche. Le vitamine abbondano nella frutta e nella verdura cruda, nonché nei cereali integrali e nei prodotti comunque non raffinati.

La quota lipidica, cioè i grassi, non subisce in gravidanza variazioni particolari in senso quantitativo rispetto alla norma (1 g/kg di peso corporeo).

 

Dr.ssa Valentina De Mori

Biologa Nutrizionista

Specializzanda in Scienze dell’Alimentazione

 

demorivalentina@gmail.com

https://www.facebook.com/valentinademorinutrizionista/

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