Inquinamento atmosferico: difendiamo i nostri bambini

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Inquinamento atmosferico: difendiamo i nostri bambini

Per chi, come me, vive in una grande città  e fa i conti con i livelli sempre più alti di inquinamento atmosferico, è normale essere abituata ai blocchi del traffico, targhe alterne e domeniche ecologiche, tanto che spesso ti senti un po’ “sequestrata” in casa tua.

Ma tutti noi sappiamo quanto il problema dell’inquinamento atmosferico sia una vera e propria piaga del nostro tempo e la lotta contro le polveri sottili (PM10), un imperativo a cui non possiamo sottrarci o far finta di nulla.

La qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno è un problema che riguarda tutto il Pianeta e i suoi abitanti, ma ci sono soggetti senza dubbio più sensibili e vulnerabili: i nostri bambini.

Secondo un autorevole studio inglese pubblicato di recente dal Royal college of paediatrics and child health  viene evidenziato che:  ”La scarsa qualità dell’aria esterna è un problema importante nel Regno Unito. L’inquinamento atmosferico è legato a una varietà di condizioni di salute e contribuisce a un gran numero di decessi ogni anno. Il tema è anche legato al cambiamento climatico che a sua volta rappresenta una minaccia di ampia portata per la salute e il benessere.”

Lo studio registra che, su base annua, circa 40.000 decessi nel regno Unito possano essere attribuibili all’inquinamento atmosferico. Le gravi malattie collegate all’inquinamento atmosferico sono: il cancro, l’asma, molte malattie cardiovascolari, il diabete, l’obesità e addirittura la demenza.inquinamento

Dai dati emerge che: “Gli effetti dell’inquinamento atmosferico possono iniziare prima della nascita e hanno un maggiore impatto sui neonati, sui bambini e sui giovani. Questi effetti sono particolarmente dannosi perché possono avere un impatto permanente”.

Possiamo usare degli accorgimenti?

Naturalmente scegliere di camminare o pedalare in bicicletta per brevi tragitti piuttosto che prendere l’auto è un semplice gesto che può aiutare a ridurre le emissioni, ma è stato studiato che l’inquinamento atmosferico è spesso più elevato all’interno di un veicolo che fuori di esso; “tragitti attivi” ( a piedi o in bicicletta) hanno anche il vantaggio di migliorare la salute mentale e fisica attraverso una maggiore attività fisica.

Anche utilizzare i mezzi pubblici per i viaggi più lunghi o quando il ” tragitto attivo” non è fattibile per altri motivi, è un espediente che aiuta a limitare le emissioni di inquinanti nell’aria, mentre è utile quando si cammina o si va in bicicletta, scegliere strade secondarie e più tranquille, piuttosto che strade principali e trafficate, camminando  possibilmente sul lato del marciapiede più lontano dal traffico.

Quando si deve obbligatoriamente prendere l’auto (l’ideale sarebbe un veicolo elettrico, ma non sono ancora massivamente diffusi, purtroppo), ricordarsi di non lasciare l’auto ‘al minimo’ quando si è fermi nel traffico o quando è sosta per altri motivi.

L’utilizzo di App o siti che contengono previsioni e monitoraggi del tasso di inquinamento atmosferico nell’aria sono molto utili e ci consentono di evitare l’esposizione nei giorni di maggior concentrazioni di polveri sottili e scegliere così le attività da fare (ad esempio riducendo l’esercizio all’aperto quando i livelli sono elevati!).

Inquinamento

Novità dal mondo della ricerca

La comunità scientifica internazionale si sta attivando con numerosi studi cercando anche in laboratorio soluzioni per il problema dell’inquinamento atmosferico e le sue conseguenze sulla salute globale.

Nel novembre 2018 è stata resa nota una ricerca pubblicata sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine dal titolo “Nonsteroidal Anti-Inflammatory Drugs Modify the Effect of Short-Term Air Pollution on Lung Function” che ha visto all’opera un team di ricercatori provenienti da diverse università (Columbia University di New York, Harvard T.H. Chan School of Public Health, Boston e Boston University School of Medicine, Boston) e ha dimostrato per la prima volta che i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’Aspirina possono ridurre gli effetti negativi dell’esposizione all’inquinamento atmosferico sui polmoni.

Gli scienziati hanno scoperto che: ”L’utilizzo di qualsiasi FANS ha quasi dimezzato l’effetto del PM (polveri sottili)  sulla funzione polmonare, con un’associazione coerente in tutte e quattro le misurazioni settimanali dell’inquinamento atmosferico dallo stesso giorno a 28 giorni prima del test di funzionalità polmonare”.

Un altro team internazionale di ricercatori ha pubblicato uno studio scientifico su PNAS (Proceedings of the National Academy of Science of the United States of America) e ha notato che le vitamine del gruppo B possono svolgere un ruolo importante nel ridurre l’impatto sulla salute causato dall’inquinamento atmosferico. Si legge nella ricerca -al momento nella frase embrionale- che questo nuovo approccio potrebbe essere utile per prevenire i danni alla salute sugli esseri umani che sono causati dall’esposizione all’inquinamento atmosferico.

Se questi studi recenti, l’impatto dei FANS e delle vitamine del gruppo B, ci fanno ben sperare sulla possibilità di contrastare l’inquinamento atmosferico che subiamo, in un’altra ricerca  apparsa su Nature il 1 ottobre del 2019, Wei Huang e Lidia Morawska “smontano” in maniera lapidaria l’efficacia delle famose mascherine anti-smog, molto in uso tra la popolazione orientale per prevenire i danni da inquinamento atmosferico.

People can get a false sense of security from flimsy gauze, and linger too long outdoors in toxic air, argue.!”

(Le persone ottengono una falsa idea di sicurezza dalla mascherina antismog e di conseguenza indugiano troppo a lungo all’aperto esposti ad aria tossica!)

I due scienziati affermano che in tutta l’Asia ma anche altrove, le persone indossano maschere mediche per la strada. Giovani e anziani, indossano quadrati di garza sopra il naso e la bocca quando escono nella speranza di contrastare i danni dell’inquinamento atmosferico e “filtrare “l’aria per purificarla.

In Cina questa abitudine è iniziata nel 2003, quando le autorità sanitarie hanno raccomandato di indossare maschere mediche per rallentare la diffusione della sindrome respiratoria acuta grave, la famosa SARS.

Oggi, molti cittadini cinesi indossano regolarmente maschere, in una gamma di tessuti e stili molto vari, per ridurre il rischio di respirare inquinanti o trasmettere raffreddori o influenza.

Ma le maschere sono sempre più indossate anche per un’altra ragione: l’inquinamento atmosferico, ma non sono efficaci!

Anche se il panno può filtrare grandi granelli di polvere, polline e sabbia, non blocca le particelle più fini che raggiungono i polmoni, le arterie e le vene. Questi includono il particolato di dimensioni inferiori a 2,5 micrometri (PM2,5) e le particelle ultra fini (meno di 0,1 m) nonché i vapori tossici emessi dalle automobili e dall’industria.

Le emissioni sono associate a più di 4 milioni di morti ogni anno in tutto il mondo.

Inquinamento atmosferico: difendiamo i nostri bambini

Le maschere mediche sono costituite da tre strati di cotone denso o materiali simili che sono in grado di catturare grandi gocce che trasportano batteri e virus quando le persone espirano. Queste goccioline sono in genere delle dimensioni di grani di polline o granelli di polvere. Ma per le piccole particelle nell’aria e gas tossici (come biossido di azoto, ozono e organici volatili), che costituiscono l’inquinamento atmosferico, le maschere mediche o anche le migliori maschere di tessuto, non offrono alcuna protezione.

Anche i comportamenti sono importanti: queste maschere per il viso di qualsiasi tipo sono scomode da indossare per molto tempo e può essere difficile respirarci dentro a lungo, soprattutto in una giornata calda; l’anidride carbonica prodotta dal respiro si può accumulare all’interno e causare sonnolenza e poi la maschera deve essere tolta per parlare, mangiare e bere, quindi non può essere sempre indossata.

Anche il filtro può bagnarsi dopo le respirazioni ripetute, alterando le sue prestazioni mentre molte persone a volte indossano la stessa mascherina più volte per risparmiare denaro e una volta ostruita e sporca la maschera è inutile se non dannosa.

Wei Huang e Lidia Morawska sottolineano come i rapidi cambiamenti nei livelli di inquinamento rendono difficile valutare gli impatti sulla salute.

Ad esempio, le concentrazioni di gas e particelle ultra fini possono essere 100 volte superiori ad un incrocio trafficato o in un tunnel stradale rispetto a una strada secondaria.

Anche l’età delle persone (pensiamo ai bambini!!), il sesso, lo stato di salute, i farmaci e le abitudini di vita complicano le cose. Ad esempio, le persone attive o che fanno sport spesso trascorrono più tempo all’aperto, esercitandosi e aumentano così la loro esposizione all’inquinamento atmosferico.

Si è studiato, poi,  che gli uomini sono in genere più esposti all’inquinamento esterno (outdoor) mentre le donne ad inquinamento interno (indoor) .

Quindi, cosa abbiamo imparato?

  • le mascherine non proteggono dall’inquinamento;
  • rimanere in casa quando si registra una forte concentrazione da inquinamento atmosferico;
  • usare passeggini alti e non restare a lungo dietro macchine accese in coda per il traffico;
  • evitare attività sportive all’aperto in zone trafficate;
  • i conducenti delle auto è meglio che tengano i vetri chiusi nel traffico;
  • non usare la bicicletta in strade trafficate in giorni con picchi di inquinamento atmosferico.

                                                                                                                                                                               Valentina

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