Aiuto, ha una crisi isterica!

e adesso, che faccio?

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  1. Aiuto, ha una crisi isterica!

Sembrava finalmente fatta! Il tuo bimbo si è appena addormentato e la casa sembra (finalmente!) sprofondata in un silenzio assordante: e ora! Aiuto, ha una crisi isterica!

E’ tutto così perfetto. Pare che addirittura tu possa ora metterti in libertà e comoda davanti ad un bel film in tv e rilassarti. Ma l’illusione dura poco: la radiolina in lontananza inizia a registrare strani suoni provenienti dall’aldillà.

Eccolo là, si è svegliato, urla, strilla, si agita! È finita la pace!

Tu intanto corri a tranquillizzarlo, mostrando una calma che peraltro non hai: ciuccio, un po’ d’acqua…avrà caldo, avrà freddo…avrà tiepido!?

Non si calma, anzi, ogni tentativo che fai sembra solo peggiorare una situazione che ormai ti è sfuggita di mano, ammettilo!

Esattamente la situazione di cui sopra si è verificata poche sere fa a casa mia e ha tolto il sonno non solo a me, ma anche a tutto il condominio…Mi è sembrato doveroso informarmi su questo evento così violento ed inspiegabile che –alla fine- si è dissolto con la stessa naturalizza con cui è iniziato.

Ho scoperto che questo scatto d’ira ha un nome: si chiama “Temper Tantrum” (quelli che negli Stati Uniti chiamiamo i Terrible Twos, i terribili 2 anni!), ed un termine inglese che spiega come nasce questo loop, in cui il nostro bimbo rimane, come dire…incastrato: è un circolo vizioso generato da un capriccio o un bisogno che “sfugge di mano” e diventa qualcosa di cui diventa vittima esso stesso senza riuscire calmarsi da solo né a controllarsi.

Il Temper Tantrum non è propriamente un capriccio in senso stretto ma è un atteggiamento generato da qualcosa che il bambino non fa di proposito o contro i genitori e che poi non è in grado di gestire.

Questo avviene perché dai 2 ai 4 anni- periodo in cui si verificano questi episodi- la parte del cervello in cui risiede l’emotività è ancora in via di sviluppo e non è pienamente in grado di gestire le proprie emozioni.Aiuto, ha una crisi isterica

La frustrazione vissuta dal bambino in un determinato momento, che nasce dalla difficoltà nel comprendere qualcosa oppure da una sfida con gli adulti, lascia spazio alla rabbia con il conseguente scatto d’ira; se poi aggiungiamo che il bambino è stanco, assonnato o ha fame o sete, questa soglia della frustrazione si abbassa sensibilmente lasciando aperte le porte ad una reazione incontrollati che anche il più paziente degli adulti ha serie difficoltà ad arginare e ci fa urlare Aiuto, ha una crisi isterica!

Vien da sé che ogni tentativo di calmarlo, di dare spiegazioni appare praticamente inutile ed inadeguato, se non addirittura controproducente.

Quindi, che fare?

  • Non punirlo e soprattutto non lasciarlo solo a gestire il momento critico
  • Consolatolo facendogli sentire il vostro contatto fisico rassicurante per trasmettergli calma e sicurezza
  • Cercare di “decifrare” il capriccio: sappiamo che non è facile ma è necessario capire se si tratta di una semplice richiesta di attenzione o di contatto o una sfida: in ogni caso, mi dimenticare che l’adulto sei tu.
  •  Cerca di parlare con il bambino assumendo un tono di voce rasserenante, parla con lui guardandolo negli occhi e dandogli un contatto fisico, inginocchiandoti davanti a lui.
  • Restare coerente: sforzarsi di non cedere nel tentativo di placare la crisi in atto; se il nostro piccolo indemoniato capisce che prima o poi cederai, per te è finita! Passerà l’insano messaggio che la crisi isterica funziona per ottenere ciò che vuole, sempre!
  •  Se la stanchezza del bambino è evidente, non esagerare con gli stimoli e le attività: crea attorno a lui un’atmosfera serena e rilassata (toni di voce bassi, luce soffusa, no ai giochi “eccitanti”).

Il nostro bambino ci sta comunicando che è attualmente incapace di gestire la situazione e ha perso il controllo: il suo cervello è praticamente in tilt e lui stesso è vittima della sua immaturità.

   Aiuto, ha una crisi isterica!

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