Fabbisogno proteico in età pediatrica

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Fabbisogno proteico in età pediatrica

Il Fabbisogno proteico nella dieta è sicuramente un punto interrogativo per molti genitori e fonte di dibattito tra i professionisti ed appassionati di nutrizione.

In età evolutiva le proteine sono un nutriente molto importante per supportare la crescita di bambini e ragazzi.

Per la prima infanzia e l’età evolutiva nei LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento per i Nutrienti) la quota proteica viene calcolato sommando il fabbisogno per il mantenimento (l’assunzione minima per garantire il mantenimento del bilancio d’azoto in equilibro) ed il fabbisogno per la crescita.

L’assunzione raccomandata di proteine per la popolazione pediatrica in Italia (PRI: livello di assunzione del nutriente in grado di soddisfare il fabbisogno del 97,5% dei soggetti sani) è la seguente:

– Intervallo d’età 6-12 mesi à 1,32 gr di proteine per kg di peso corporeo al giorno (gr/kg/die)
(rispettivamente 1,42 a 6 mesi e 1,23 g/kg/die a 12 mesi)

– Dal primo anno di vita fino ai 17 anni il fabbisogno scende fino a raggiungere 0,9 gr/kg/die, come per gli adulti, che viene arrotondato per praticità ad 1 gr/kg/die.

Nei LARN viene specificato in più paragrafi come la PRI corrisponde alla raccomandazione di assunzione minima e non ottimale, pertanto l’apporto di proteine dovrà essere almeno pari alla PRI (1 gr/kg) e non necessariamente più vicino possibile.
È considerato sicuro e ragionevole dai 2 anni compiuti in poi, accettare apporti di proteine nell’intervallo 12-18% delle energie totali della dieta (apporti pari alla PRI sono circa il 10%).
Questa tolleranza è necessaria in quanto va tenuto conto delle abitudini alimentari della popolazione, degli intervalli di riferimento per carboidrati e lipidi e soprattutto per consumare delle quantità di fonti proteiche ragionevoli, che attenendosi troppo ai calcoli sarebbero fin troppo basse.

Un discorso differente va fatto per la prima infanzia, infatti fino ai 2 anni di età è consigliata un assunzione di proteine compresa tra l’8 e il 12%, in quanto alcuni studi hanno riscontrato un’associazione con comparsa di sovrappeso/obesità in età evolutiva, per apporti proteici superiori al 15% delle energie assunte con la dieta, questo dovuto probabilmente agli effetti delle proteine sulla modulazione della secrezione di IGF-1 in età pediatrica.

Al fine di ridurre il contenuto di proteine nella dieta, la prosecuzione dell’allattamento materno o del latte in formula, anche durante il divezzamento, permette di ritardare l’introduzione di latte vaccino, almeno fino al compimento del primo anno di vita.
L’aumentato apporto proteico derivato dal latte provoca una rapida crescita del peso, potenzialmente associabile alla comparsa di obesità e diabete nelle età successive ed in età adulta.

Bisogna considerare che non solo le fonti proteiche, ma anche cereali e derivati contengono proteine, che anche se non sono di valore biologico elevato, contribuiscono alla quota proteica della dieta, quindi le quantità di carne, pesce uova, legumi, e formaggi non devono essere elevate.

Un alimento a cui si deve fare molta attenzione nei primi due anni è il parmigiano, molto utilizzato in Italia e considerato spesso un condimento, anche se in base alla quantità utilizzata è un vero e proprio secondo, sia per il contenuto in proteine che per l’apporto calorico.

Pertanto per ridurre il contenuto di proteine nella dieta durante lo svezzamento è consigliato:

– ritardare l’introduzione di latte vaccino, utilizzandolo solo come alternativa per la realizzazione di una pappa, preferendo l’allattamento al seno o l’utilizzo di latte in formula, almeno fino al primo anno compiuto

– proporre fonti proteiche in piccole quantità (20g circa) ponendo particolare attenzione all’uso del parmigiano, in quanto un cucchiaio (10g) diventa una secondo invece che un condimento, sia per il contenuto di proteine che di calorie.

Mentre sopra i 2 anni la quota proteica è un po’ più flessibile e permette quantità più generose di secondi, ma sempre senza esagerare in quanto le fonti proteiche apportano comunque calorie, e quelle animali contengono anche grassi saturi, che devono rimanere al di sotto del 10% delle calorie giornaliere della dieta. Pertanto è consigliato consumare carni magre e ridurre il consumo di formaggi e salumi, in favore di pesce e legumi.

Bibliografia:

LARN – Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana. IV Revisione. SINU-INRAN. SICS, 2014.

Hörnell et al. Protein intake from 0 to 18 years of age and its relation to health: a systematic literature review for the 5th Nordic Nutrition Recommendations. Food Nutr Res. 2013; 57: 10.3402/fnr.v57i0.21083.

 

Jacopo Evangelisti – Dietista – http://jacopoevangelisti.it/

 

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