E’ con una carezza..

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E’ con una carezza..

Nessuno educa da solo. Un adulto significativo nella crescita dei minori sa rimanere in contatto con la parte

piccola, sensibile, fragile, incompiuta di sé stesso.

F. Berto, P. Scalari. Parola di Bambino

Sono stati giorni un po’ confusi questi, che hanno preceduto la riapertura delle scuole: tante informazioni che hanno disorientano anche noi adulti. Domani però i bambini e i ragazzi torneranno sui banchi dopo sette mesi. Un tempo decisamente lungo, gravoso e importante.

Se tutti gli anni è importante aiutare i piccoli scolari a prepararsi al rientro a scuola, ri-consolidando i ritmi della sveglia mattutina, riprendendo qualche esercizio, organizzando con ordine il materiale scolastico, adesso, a causa di questo atipico intervallo, sarà ancora più significativo e opportuno accompagnarli a questo rientro, ammorbidendo il percorso con spazi di ascolto e di coccole. Uno spazio, pertanto, che diventa “lo spazio sicuro” in cui il bambino può sentirsi visto, pensato e sostenuto. Il dialogo con i bambini sul rientro a scuola diventa indispensabile.

I genitori (che sappiamo già essere colmi di pensieri) sono invitati a creare un tempo delle parole e delle carezze. Se l’adulto predispone uno spazio apposito, sarà infatti più semplice lungo il percorso, ri-alimentare il legame di cura e fronteggiare momenti di legittimo nervosismo.

Ricordiamoci che (R)accogliere tutte le emozioni è un buon esercizio all’interno delle dinamiche familiari. Ci saranno infatti bimbi felici di rivedere i compagni e le loro maestre e, in parallelo o simultaneamente, altri che, assieme alla felice emozione, sentiranno un po’ l’agitazione del ri- inizio. Emozionarsi, del resto, significa “mettersi in moto” e tutti gli stati emotivi che arriveranno, hanno una funzione preparatoria all’adattamento al nuovo contesto. Per questo motivo, emozioni più o meno gradevoli, non devono essere trascurate, ma accolte e abbracciate…È con una carezza…

Mamme a mille 1-2 E' con una carezza.. Bambini Collaboratori

Alcuni bambini avranno bisogno di un tempo specifico per com-prendere l’importanza delle nuove misure di sicurezza che dovranno seguire in classe, luogo di incontro che fino all’anno scorso, era un posto sicuro e ben conosciuto. Certamente un passaggio non automatico.

È con una carezza e con un abbraccio che al mattino saluteremo i piccoli che si dirigono a scuola, evitando che i tempi stretti del risveglio, mangino il giusto tempo dei saluti, dei baci e dell’incoraggiamento.

All’uscita della scuola diventa importante non intervistare il piccolo studente con mille domande, ma lasciare che sia lui, con il suo tempo, a iniziare il racconto o piuttosto stimolare la narrazione con domande aperte (es: “Dai raccontami qualcosa”) o raccontando la nostra giornata e chiedendo poi della sua. (es: “Ti dico io, mi dici tu”).

Stiamo attenti a non trasmettere la nostra ansia di sapere ma permettiamo che il desiderio di condividere cresca spontaneamente.

Il linguaggio della cura con i bambini è fatto di calore, di abbracci sicuri dove ritrovarsi e solo dopo arriva il tempo delle parole pensate per ciascun bambino. Ogni figlio può aver bisogno di un dialogo diverso, ma sempre grande o piccolo, di una carezza. La scuola è per i bambini un luogo di apprendimento, ma soprattutto di crescita emotiva e relazionale, è il luogo dove impa

rare a conoscere e a conoscersi.

Cresciamo con loro, senza paura di toccarle queste emozioni: attraversiamole insieme, mano nella mano.

È anche con una carezza, che si cresce desiderosi di affrontare tutte le sfide.

LAURA PATTI – Psicologa & Psicoterapeuta  – Centro ConTatto – Via XXV Aprile, 2H 20030 Senago (MI)

info@centrocontattosenago.it 327.3271273 – 349.3517936

 

E’ con una carezza..

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