DISLESSIA, SCUOLA SECONDARIA E COMPORTAMENTO COGNITIVO

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DISLESSIA, SCUOLA SECONDARIA E COMPORTAMENTO COGNITIVO

Il soggetto dislessico, a partire dalla terza elementare si trova a dover sviluppare un “primo” metodo di studio, che necessita dei seguenti requisiti:
  • buona capacità di organizzazione e pianificazione
  • capacità di elaborazione delle informazioni
  • adeguata memoria di lavoro sequenziale
  • adeguata sintassi del pensiero
Ogni bambino è dotato di un proprio “stile cognitivo” che richiede la capacità di essere vigile e attento durante le spiegazioni dell’insegnante, una buona abilità percettiva (colpo d’occhio percettivo- sottolineare parole chiave, prendere appunti, costruire mappe, ecc), la capacità di associare concetti alle immagini, rielaborare ciò che ha appreso, fare inferenze, saper passare dalla parte al tutto e viceversa (cogliere l’insieme o i particolari di una spiegazione), la capacità di essere rapido nello spostamento dei processi cognitivi nelle operazioni didattiche (“ascolto e scrivo, leggo e scrivo”) e di autoregolare le loro performances, un buon senso di autoefficacia (percezione delle proprie abilità nell’affrontare compiti scolastici) e una buona metacognizione (sapere come utilizzare le proprie qualità mentali).
Il bambino dislessico invece si perde nei coordinamenti cognitivi, i quali sono lenti e disordinati, non ha incipit iniziale, non è veloce nello spostamento dei processi cognitivi, non riesce ad autoregolarsi e autocorreggersi perché parte in ritardo, andando incontro ad una disorganizzazione spazio-temporale o cosiddetto “smarrimento cognitivo”, che di conseguenza va ad alterare gli automatismi.
Pertanto, ciò gli impedisce di applicare un adeguato metodo di studio con conseguenti difficoltà attentive, adattive, comunicative, motivazionali e psicologiche.
Occorre quindi migliorare l’autonomia funzionale del bambino dislessico e i suoi processi cognitivi affinché risponda in modo funzionale alle richieste scolastiche, attraverso un intervento intensivo e rapido in grado di “scuotere” i processi esecutivi globali che sono discontinui e interrotti: in questo modo potrà sviluppare una conoscenza stabile e non provvisoria come quella legata alla semplice memorizzazione meccanica, per poter anche accedere maggiormente alla comprensione, evitando di andare incontro ad una dispersione attentiva.

 OSSERVAZIONE DEL COMPORTAMENTO COGNITIVO

È necessario che la scuola SECONDARIA attivi un protocollo di prevenzione per rilevare i comportamenti disfunzionali.
Di seguito, riportiamo una indagine mirata sulla qualità dei processi cognitivi:
  •  indicatori motori: in presenza di cognitività l’ alunno manifesta un comportamento dotato di incipit iniziale, veloce e sequenziale, al contrario del soggetto dislessico 
  • dettato di un brano: osservare se l’alunno riesce a spostare velocemente il focus cognitivo (ascolto e scrivo). L’alunno dislessico in genere perde il ritmo, si disorganizza e abbandona, l’ultima riga risulta incomprensibile
  • prova del pensiero reticolare: chiedere all’alunno di leggere un testo e di individuare la cronologia degli eventi tramite una mappa. Il bambino dislessico non esegue la consegna e il pensiero è disorganizzato e smarrito
  •  prova della rotazione mentale di figure geometriche: la capacità di direzionare e rovesciare una figura geometrica è legata ai processi di rotazione e percezione visuo-spaziale. L’ alunno dislessico in questa prova manifesta una difficoltà esecutiva.
T.N.P.E.E. TERAPISTE ITARD PSICOMOTRICISTE FUNZIONALE FORMATRICI – Dott.ssa Francesca Tabellione, Dott.ssa Erika D’Antonio
(Bibliografia: Nuovo dislessia e didattica, Mauro Spezzi)

http://www.riabilitazioneuropsicomotoria.it/

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