Dea Kalì spostati, arrivano le mamme!

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Dea Kalì spostati, arrivano le mamme!

Avete mai contato quante braccia abbiamo?

La risposta potrebbe apparire scontata agli occhi dei più, ma la realtà non è così. NOI MAMME SAPPIAMO!

Per me, prima di avere figli, l’unico peso da portare era una borsetta che, a seconda dei casi, poteva essere di varie forme e dimensioni e mi lamentavo pure se per caso dovevo camminare un po’ “con tutto quel peso”. Ora, se tornassi indietro, mi darei un buffetto sulla guancia e, con un sorrisetto satanico, direi: “Aspetta ragazza mia…aspetta…”

Dopo i figli le cose infatti cambiano e diventa necessaria una…rielaborazione, diciamo.

La borsetta viene sostituita da quella per passeggino, del peso delle tue vecchie borse moltiplicate per venti, contenente pannolini, biberon, ciucci, pupazzetti, salviette, cambi e tutto il necessario per stare fuori casa. Una settimana. Solo per il pupo ovviamente.

Ma certo bisogna anche pensare anche alle nostre necessità e alla nostra femminilità! Perciò la borsetta per noi forse la porteremo. E conterrà fazzoletti, salviette, ciucci, un pannolino di riserva e in un angolino remoto, il portafoglio e il cellulare. E un’acquasantiera.

Fortunatamente verrà attaccato tutto al passeggino, ma naturalmente, il nostro piccolo gioiello prima o poi si trasformerà in una specie di killer del suono, che si spegnerà solo se verrà preso in braccio. E quindi tu ti troverai a dover portare dei chili di amore, ma pur sempre chili, spingendo nel mentre un peso infernale. Magari finché piove e devi aprire la macchina, la porta di casa o chiamare l’ascensore. E lì, inizi a chiederti da dove ti siano spuntate tutte quelle braccia. DA DOVE?? Quando si è fra le mura domestiche le cose vanno meglio però.

Dea Kalì spostati, arrivano le mamme!

O forse no.

La confortante routine quotidiana è ingannevole come il richiamo delle sirene. Ti fa credere che sarai in grado di usare le braccia per accudire il nano e DOPO per tutto il resto; la contemporaneità delle cose non è prevista inizialmente dalla nostra psiche ma ci si rende conto in poco tempo che sarà necessario rivedere “lievemente” le proprie convinzioni; perciò ci si ritroverà ad allattare finché si piegano indumenti, a fargli fare il ruttino finché si carica la lavatrice o si gira il sugo e a cullarlo finché si passa l’aspirapolvere.

Si sistemerà la spesa con un koala sempre attaccato e si imparerà ad usare anche i piedi per chiudere ante, raccogliere cose e spingere il passeggino le rare volte in cui si riuscirà ad infilarci il nostro gnomo. Forse qualche volta la situazione sfuggirà di mano e, complice la stanchezza, si spingerà il cesto della biancheria e si metterà il ferro da stiro in frigo, ma sempre e comunque in modalità canguro con sacca del pupo incorporata. Per non perdere l’abitudine.

Per fortuna tutti cresciamo però…e così scompariranno i passeggini e rimarrà solo la tua borsa, finalmente, che però, va detto per completezza di informazioni, ti potrebbe causare una lussazione alla spalla a causa del peso.. ma almeno avrai un braccio libero. LIBERO, CAPITE? E’ quasi commovente…certo, finché non ci saranno monopattini, bici o zainetti da tenere perché la domanda più votata, fuori casa, diventerà quasi certamente: “Mamma è pesante, lo puoi tenere tu?? “, la cui risposta appare ovvia:“ Certo amore, ti porto io l’unica cosa che dovevi reggere tu, assieme alle mie cose, pupazzetto, cappottino che ti sei levato, berretta e acqua perché hai sempre sete. Sono un attaccapanni che cammina insomma. Vuoi darmi altro? Sentiti libero. Io intanto mi ordino un altro paio di arti per sicurezza”.

E così, di gran passo, si arriverà al momento scuola, dove lo zaino avrà un peso pari a quello del bimbo, perciò tu vuoi non portarglielo finché puoi? Certo che lo farai.

E sarai comunque in grado di tenerlo per mano, soffiargli il naso e sistemargli il cappotto contemporaneamente. E pazienza se una volta a casa dovrai anche scaricare la spesa, con tanto di casse dell’acqua, valigetta lavoro, abiti ritirati dalla lavanderia, il tutto con un mostriciattolo che, con evidente assenza di filtri della vergogna, ti renderà partecipe del fatto che vorrebbe taaaanto aiutarti ma proprio NON PUO’ perché ha fame, sete, è stanco.

Dea Kalì spostati, arrivano le mamme!

Tanto tu hai oramai 10 braccia. E maledizione, una volta sistemato tutto, pronta a lanciare una bomba da quanto sarai arrabbiata, e mentre mentalmente ti starai trasformando in un mix tra una fata turchina e un nazista e ti starai preparando a far avere un “incidente” al suo gioco preferito, verrai abbracciata a tradimento e guardata con due occhioni che si fanno grandi grandi ( sul “come” facciano ad ingrandirsi così, è da sempre argomento di studi ) e ti sentirai dire che sei la mamma migliore del mondo. E così le tue, solamente due, braccia, si riapproprieranno della loro funzione preferita: si allargheranno e avvolgeranno con amore. E il suo gioco preferito sarà salvo.

E poi, piano piano, arriverà il momento in cui saranno i figli a doverci portare le cose, a doverci reggere qualcosa di troppo pesante e forse a doverci anche prendere in braccio, e a quel punto…. niente …ce la godremo.

Ad ogni modo, se qualcuna ha una formula magica per far crescere i muscoli o un arto in più, me lo faccia sapere per cortesia. Chiedo per un’amica!

Erica

Dea Kalì spostati, arrivano le mamme!

 

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