Cyberbullismo: Uno spettro da combattere!

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Cyberbullismo: Uno spettro da combattere!

Sempre più spesso assistiamo a vicende che hanno come protagonisti ragazzi/e che,
vittime degli insulti anonimi del web, vanno incontro ad una lesione della propria
autostima fino ad arrivare a delle vere e proprie depressioni.

Se il bullismo appare di più facile gestione, poichè gli attori sono reali, il cyberbullismo
desta molte più preoccupazioni in genitori ed insegnanti proprio a causa della sua natura
anonima ed aleatoria: uno spettro che permea il web e da cui non si sa come difendersi.

Il problema del cyberbullismo è che anche se può trovare origine fra le mura scolastiche,
non si consuma dentro di esse, ma nel web, quindi, per definizione, è difficile
controllarlo. Quindi la prima difficoltà che la scuola si trova ad affrontare è
l’identificazione della vittima e del cyberbullo. Infatti non sempre le vittime hanno il
coraggio di denunciare il cyberbullo e non sempre il cyberbullo è un bullo anche nella
realtà. Ciò accade per via dell’occultamento identitario che si crea in rete per cui un
ragazzino che in classe può essere tranquillo può una volta entrato su internet con uno
pseudonimo manifestare aggressività.

Un consiglio per aiutare l’identificazione del cyberbullo è quello di vivere la vita dei
ragazzi on line, essere presenti, chiedere ai ragazzi “Cosa fate su internet?”. Ciò non
significa chiedere l’amicizia su facebook al ragazzo,ma discutere in classe e in casa dei
siti più frequentati o di ciò che accade nella community è una prima porta per accedere
ad una comunicazione con loro.

Se si identificano cyberbullo e vittima bisogna agire su due fronti:

  • Tutela della vittima: non si tratta solo di un intervento consolatorio, ma il più delle
    volte di un intervento legale. Quindi avvisare i ragazzi che litigare in classe non è come
    litigare in rete sul piano legale e far capire loro l’entità del danno è un buon modo per
    prevenire il cyberbullismo. Far capire alla vittima che non è sola e che è sostenuta dalle
    istituzioni e dagli adulti di riferimento.
  • Far capire al cyberbullo che la sua azione genera dei problemi emotivi ed attivare una
    comprensione empatica delle cause delle sue azioni cercando di capire perchè si è
    comportato così: c’è sempre una causa. Non si diventa cyberbulli se non si hanno
    difficoltà nella gestione emotiva.

Avvicinarsi emotivamente ai nostri figli in casa o agli studenti in classe è un primo passo
sia per sostenere le vittime sia per prevenire il cyberbullo. Gli insegnanti non hanno
davanti solo studenti, ma persone e se si riesce ad entrare in comunione emotiva con
loro, sapere qual è la loro vita su internet si riesce a gestire meglio questi episodi.

In linea generale potremmo riassumere il tutto in: INFORMIAMO i ragazzi sui guai che
potrebbero affrontare legalmente; PARLIAMOCI e ASCOLTIAMOLI.

In ultima analisi ecco alcuni consigli che potrebbero essere utili proprio a voi ragazzi:
Non è colpa tua! Scrivi una lista di tutti i motivi per cui tu hai valore. In cosa sei bravo?
Per cosa ti fanno i complimenti? Quando ti sei sentito orgoglioso di te? Ogni volta che
un cyberbullo tenta di minare la tua autostima riprendi in mano la lista e ricorda che tu
vali.
Circondati di persone positive o prova a conoscere persone che hanno in comune con te
passioni ed interessi.
Ignora i commenti denigratori. Aprire discussioni potrebbe portare la situazione a
degenerare.
Chiedi aiuto. Che sia ai tuoi genitori, agli insegnanti, ad adulti che possano aiutarti a
denunciare alla polizia postale non c’è motivo per cui condannarsi a soffrire per una cosa
del genere.
Se ti rendi conto che questa esperienza ti ha segnato profondamente, non avere timore di
rivolgerti ad uno specialista. Ricordati che il tuo benessere mentale vale quanto il tuo
benessere fisico.

Dott.ssa Chiara Cucinotta – Psicologa

Cyberbullismo: Uno spettro da combattere!

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