Genitori separati ai tempi del Coronavirus. L’assegno di mantenimento.

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Genitori separati ai tempi del Coronavirus. L’assegno di mantenimento.

Le restrizioni imposte dal Governo per fronteggiare l’emergenza Covid-19 hanno inciso drasticamente sullo svolgimento di tutte quelle attività lavorative definite “non essenziali” lasciando a casa milioni di lavoratori.

L’impatto sulla vita delle famiglie italiane è stato inevitabile e ancor di più su quella delle famiglie già provate da una separazione che ora sono costrette a fare in conti con un’imprevedibile crisi economica.

Molti genitori separati hanno dovuto sospendere le proprie attività e verosimilmente non saranno in grado, già dal mese corrente, di garantire il versamento dell’importo previsto in sede di separazione quale contributo mensile al mantenimento dei figli e/o a favore del coniuge.

Riccardo (nome di fantasia) è uno dei tanti padri separati che deve attenersi a un provvedimento giudiziario che prevede la corresponsione, in favore della moglie, di un assegno di mantenimento per la figlia minore Sofia. La crisi Coronavirus e la paralisi commerciale del nostro Paese ha colpito anche l’attività lavorativa di Riccardo che oggi si trova a casa per via della chiusura temporanea dell’esercizio commerciale di cui era dipendente. Riccardo, a causa della diminuzione della propria capacità reddituale, avrà difficoltà a corrispondere l’assegno di mantenimento per i mesi a venire.

Quali sono le conseguenze per Riccardo e per altri padri separati del mancato versamento dell’assegno di mantenimento?

Le conseguenze dell’omessa corresponsione dell’assegno di mantenimento rilevano sia in ambito civile sia in ambito penale.

Difatti, il coniuge beneficiario può agire in via esecutiva per recuperare il credito arretrato ed è tutelato anche penalmente perché può sporgere denuncia/querela contro l’onerato per violazione degli obblighi di assistenza familiare di cui all’art. 570 c.p.

Quali sono le tutele che il nostro sistema appresta per i mariti/padri separati?

Il nostro ordinamento non abbandona ma tutela giuridicamente chi versa in simili situazioni.

In loro soccorso, da una parte, vi sono le norme generali del codice civile dettate in materia di obbligazioni e relative all’ ”impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile al debitore” di cui agli artt. 1256-1258 c.c., che tutelano il debitore nei casi in cui la prestazione diventa impossibile, anche solo temporaneamente o parzialmente, per una causa di forza maggiore imprevedibile ed inevitabile.

Dall’altra, ricordiamo la possibilità, in materia di diritto di famiglia, di chiedere la modifica delle condizioni di separazione ex art. 710 c.p.c.

A tal proposito va ricordato che è sempre possibile chiedere la revisione delle disposizioni riguardanti la misura e la modalità del contributo al mantenimento purché siano sopravvenuti fatti nuovi tali da aver inciso sul complessivo equilibrio economico-reddituale fissato in sede di separazione. Naturalmente l’obbligato, per poter chiedere ed ottenere la modifica dell’assegno stabilito in sede di separazione, deve dare prova del mutamento, in conseguenza di tali fatti, del suddetto equilibrio.

La grave crisi economica e lavorativa determinata dall’emergenza Coronavirus può considerarsi un fenomeno del tutto straordinario, imprevedibile e sopravvenuto che legittima una richiesta di riduzione dell’assegno purché, naturalmente, abbia comportato un mutamento – o meglio un peggioramento – della condizione economica dell’obbligato, rendendo oggettivamente impossibile corrispondere l’assegno di mantenimento nella misura prevista in sede di separazione.

Cosa può fare quindi il coniuge/genitore obbligato che versa in un’oggettiva situazione di difficoltà economica?

 Va ricordato che qualsiasi modifica relativa alla misura e alle modalità del mantenimento deve essere disposta dal giudice o concordata dalle parti tramite un accordo di negoziazione assistita. Pertanto, il coniuge obbligato non può autoridurre l’importo dell’assegno di mantenimento né sospendere la corresponsione sua sponte.

Se tra i coniugi c’è dialogo e reciproca collaborazione, si consiglia di rendere noto all’altra parte della condizione di oggettiva difficoltà economica in cui si versa invitandola a raggiungere un accordo, per il tramite della negoziazione assistita, di modifica delle condizioni di separazione.

Qualora risulti impossibile un’intesa in tal senso, il coniuge interessato alla revisione dei provvedimenti adottati in sede di separazione e relativi alla misura e alle modalità del mantenimento sarà tenuto a introdurre un apposito procedimento in camera di consiglio mediante ricorso ai sensi dell’art. 710 c.p.c..

Come già detto, naturalmente, per proporre ed ottenere la modifica dell’assegno previsto in sede di separazione si dovrà provare in maniera puntuale che vi è stato un effettivo peggioramento delle proprie condizioni economiche, evitando di strumentalizzare la situazione eccezionale che stiamo vivendo per sottrarsi ai propri doveri.

 

Avv. Gaia de Padua

Genitori separati ai tempi del Coronavirus. L’assegno di mantenimento.

 

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